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Dismettere gli animali dal circo.Oggimedia incontra l'On. Gabriella Giammanco

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Proposta di legge sulla dismissione degli animali dai circhi.

Gli spettacoli itineranti dal vivo, articolati tra volteggi di artisti, acrobati ed esibizioni di animali in cattività potrebbero prevedere una straordinaria novità.

In seguito ai lavori parlamentari, relativi alla suddetta proposta di legge, Oggimedia propone ai suoi lettori l'intervista dell'On. Gabriella Giammanco. On. Giammanco l'accurata progettazione della proposta di legge che regolamenta gli spettacoli itineranti sottolinea una profonda scelta di civiltà e rispetto nei confronti degli animali. Quali le ragioni che l'hanno indotta a pronunciarsi sugli spettacoli itineranti?

Da bambina sarò andata al circo forse due volte. Non mi divertiva, provavo una profonda pena per gli animali coinvolti nello spettacolo, lo stesso sentimento di tristezza, misto a rabbia e indignazione, che provo ogni volta che assisto a un'ingiustizia. Ecco, trovo il circo un'ingiustizia nei confronti degli animali, costretti, loro malgrado, a dover imparare, subendo violenze fisiche o psicologiche, esercizi contrari alla loro natura. Animali obbligati a vivere per tutta la vita in spazi angusti, in piccole gabbie o immobilizzati da catene, oltreché ad affrontare lunghi viaggi stipati in container e subendo sbalzi climatici a cui non sono abituati. Non appena entrata in Parlamento, quindi, ho proposto un legge che possa mettere fine a questi spettacoli ormai anacronistici. Il circo senza animali è già una realtà in tanti Paesi del mondo.

In merito al Regolamento CE N.1739/2005 nel quale si stabiliscono specifiche norme sanitarie e provvedimenti relativi alla protezione e alla salvaguardia delle specie selvatiche perché è stato comunque necessario lavorare su una nuova regolamentazione?

Il regolamento in questione ha introdotto delle norme sul controllo sanitario degli animali che circolano nell'Unione europea ma poco ha a che vedere con la loro tutela. Sono le linee guida dettate dalla Commissione scientifica Cites nel 2006 a stabilire dei parametri minimi per il mantenimento degli animali da parte di circhi e mostre viaggianti. Queste linee dovrebbero essere vincolanti ma spesso i circhi le disattendono perché l'espressione sovente utilizzata "si raccomanda" le rende meno efficaci. Le linee guida, infatti, "raccomandano" ai circhi di non detenere le specie in via d'estinzione né quelle il cui modello gestionale è incompatibile con la detenzione in una struttura mobile come grandi felini, primati, foche, elefanti, ippopotami. Sappiamo, invece, che i circhi italiani continuano a detenere questo genere di animali, anche costringendoli a vivere in ambienti totalmente distanti da quello che dovrebbe essere il loro habitat naturale, infischiandosene delle linee guida e spesso macchiandosi del reato di maltrattamento di animali previsto dal codice penale. Personalmente, quindi, dato il carattere itinerante di queste strutture e, di conseguenza, la difficoltà di eseguire controlli accurati sulle condizioni di detenzione degli animali oltreché sui metodi del loro addestramento ritengo che la soluzione più saggia sia vietare l'uso degli animali in circhi e mostre viaggianti.

On. Giammanco i suoi colleghi parlamentari, a prescindere dall'appartenenza politica, condividono o si oppongono alla sua proposta di legge?

La mia proposta di legge ha ottenuto il sostegno di tanti parlamentari appartenenti alle diverse forze politiche presenti in Parlamento, segno che l'amore per gli animali non ha colore politico e unisce anziché dividere. Dalla mia parte c'è anche il ministro Brambilla, molto attenta a queste tematiche tanto da aver creato un comitato, di cui faccio parte, per un'Italia "animal friendly", che lavora a favore della tutela degli animali e che, recentemente, ha presentato una proposta di legge per abrogare la norma del codice civile che permette ai cacciatori di entrare nei fondi privati e potervi liberamente cacciare. Un privilegio concesso ai cacciatori esistente, in Europa, solo nel nostro Paese, che calpesta il diritto alla proprietà privata, sancito dalla nostra Costituzione, e che mette a repentaglio la sicurezza di chi abita in quei fondi. Personalmente, poi, mi sono anche battuta affinché fosse introdotto nel nuovo codice della strada l'obbligo di soccorso degli animali coinvolti in incidenti stradali.

I contenuti della proposta hanno sollevato certamente polemiche da parte degli operatori circensi, sono state richieste delle alternative?

I circensi dovrebbero valorizzare maggiormente l'abilità e la professionalità dei loro artisti, non sono contraria al circo e vorrei che questo fosse chiaro. Esistono circhi di grande qualità, primo fra tutti Le Cirque du soleil, che non ricorrono all'uso di animali e che riscontrano sempre uno strepitoso successo di pubblico. I circensi italiani non hanno avanzato alcuna soluzione alternativa alla mia proposta di legge perché sono convinti che gli animali siano la loro principale attrattiva e puntano tutto sui loro numeri, non si rendono conto che ormai la sensibilità della gente è cambiata e che domina una cultura di rispetto e tutela nei confronti degli animali.
I circhi, in tal senso, dovrebbero dare delle risposte e dimostrare di sapersi adattare ai tempi, utilizzando le risorse statali del Fondo unico per lo spettacolo per la riqualificazione professionale dei loro artisti e non per l'acquisizione di nuovi animali, detenendo gli animali che attualmente hanno fino alla loro morte naturale ed evitandone la riproduzione. I dati relativi all'afflusso di pubblico ci dicono che nell'arco di un decennio il numero degli spettatori del circo è crollato verticalmente. Sono sicura che se salvassimo gli animali dal circo, salveremmo anche il circo con i suoi bravi artisti.

Sono state valutate delle normative in merito ai contributi pubblici da assegnare agli operatori circensi?

L'obiettivo finale della mia proposta di legge è quello di modificare l'articolo 19 della legge 337 del '68 nel quale si prevede che il Fondo unico per lo spettacolo finanzi i circhi "equestri". Si tratta di una legge ormai superata e va rivista, ho proposto, quindi, che i finanziamenti pubblici vadano solo ai circhi senza animali. Nell'attesa che la mia proposta diventi legge si potrebbero introdurre agevolazioni fiscali a favore di quei circhi che decidono, gradualmente, di dismettere gli animali in modo tale che questi vengano accolti in strutture più adatte alle loro caratteristiche etologiche, come i parchi faunistici per la conservazione delle specie. Sarebbe, inoltre, opportuno che i fondi del Fus non andassero, come oggi accade, a quei circhi che hanno subito sentenze di condanna per maltrattamento di animali, mi sembra il minimo!

L'esclusione degli animali dai circhi, a suo parere, ritiene possa scontentare il pubblico, soprattutto tra i più piccoli?

Credo che i numeri del circo di acrobati, contorsionisti, clown e tanti altri artisti abbiano una grande attrattiva sui bambini. I più piccoli rimangono sempre a bocca aperta davanti alle evoluzioni dei trapezisti o ai giochi degli illusionisti quindi perché non puntare maggiormente su questo genere di spettacolo? Dobbiamo insegnare ai nostri bambini il rispetto verso tutte le specie viventi, gli animali non devono essere considerati giocattoli o strumenti finalizzati al divertimento. Sono esseri senzienti, dotati di intelligenza e capaci di provare sentimenti, perché calpestarne la dignità? Il circo insegna ai bambini che gli animali sono automi, che devono sottostare ai comandi dell'uomo e fare cose che mai farebbero in natura, in caso contrario vanno puniti. A parer mio, invece, va fatta conoscere ai più piccoli la reale natura degli animali attraverso documentari e visite a parchi e riserve naturali. Un leone è davvero tale nella savana non di certo al circo. Recentemente un documento firmato da oltre 600 psicologi italiani ha confermato che il circo con animali ha delle ripercussioni negative sui bambini dal punto di vista pedagogico, i quali incoraggiati a divertirsi davanti alla sofferenza di animali soggiogati alla volontà dell'uomo non vengono educati ai sentimenti dell'empatia e della pietas.

Melania Costantino