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Etna in eruzione

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Etna, 12 gennaio 2011. Poco dopo le ore 21.00, in prossimità dei crateri sommitali dell'Etna, si è ravvisata una evidente attività eruttiva ed esplosiva.

Oggimedia, incontra il Dott. Salvatore Alparone dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Catania per rivolgergli un'intervista urgente relativamente l'attività vulcanica etnea in corso.

L'Etna, nella serata del 12 gennaio, ha catturato l'attenzione di gran parte della popolazione catanese e paesi limitrofi che, naso all'insù, hanno ammirato non solo la colata lavica ma anche le spettacolari fontane di lava. Dott. Alparone, può spiegarci quali manifestazioni vulcaniche stanno caratterizzando l'Etna?

«In queste ultime ore, dal pit crater, profonda depressione craterica sul fianco orientale del cono del Cratere di Sud-Est dell'Etna, si è manifestata una nuova fase eruttiva caratterizzata da flussi lavici, colonne eruttive alte alcune chilometri e sostenute fontane di lava. La colata lavica si è riversata in direzione della parete occidentale della Valle del Bove. Presenti, anche, cospicue quantità di ceneri, mentre dagli altri crateri sommitali, sono state registrate intense emissioni di gas e vapori. Il momento di massima intensità si è concluso nella giornata del 13 gennaio. Ma la situazione continua ad essere sotto controllo».

Sono stati avvertiti anche fenomeni sismici?

«Nei giorni scorsi, attraverso le stazioni collocate in prossimità dei crateri sommitali, sono stati rilevati intensi tremori. Non si tratta di veri e propri fenomeni sismici bensì di vibrazioni legate alla dinamica dei fluidi presenti all'interno del condotto vulcanico. Le variazioni di intensità dei tremori sono indicatori di cambiamenti sia a breve che a lungo termine nel sistema di alimentazione magmatica».

Quali fenomeni si sono manifestati prima della vera e propria attività eruttiva?

«Nella serata del 2 gennaio, in corrispondenza del pit crater, si è rilevata una modesta attività di tipo stromboliano che nelle ore successive ha aumentato la sua intensità. Tale attività si è protratta sino a tarda notte fino a scemare nelle prime ore del mattino. È probabile che, nel pomeriggio del 23 dicembre 2010, si sia verificato un episodio di tipo stromboliano molto simile alla notte fra il 2 e il 3 gennaio, attendibile esclusivamente al forte aumento dei tremori e non alle osservazioni sull'area sommitale a causa delle pessime condizioni meteorologiche. Questi fenomeni sono da correlare alla situazione attuale».

Dott. Alparone, può spiegare ai lettori di Oggimedia che cosa s'intende per attività di tipo stromboliano?

«L'attività stromboliana prevede l'espulsione di brandelli di lava incandescente: ceneri di dimensioni inferiori a 2 mm, lapilli di dimensioni comprese tra 2 e 64 mm e bombe vulcaniche di dimensioni maggiori di 64 mm. L'espulsione di questo materiale, con cadenza spesso ritmica, raggiunge altezze da pochi metri sino a centinaia di metri.

Il suo nome fa riferimento al vulcano Stromboli, caratterizzando sia l'attività esplosiva dell'Etna che quella di tanti altri vulcani nel mondo come, per esempio, quelli hawaiani».

È possibile effettuare delle previsioni che seguono questo fenomeno eruttivo?

«Al momento la situazione è monitorata ed esaminata molto attentamente da sismologi, vulcanologi, deformisti, geofisici e geochimici dell'INGV. Gli aeroporti di Catania e Sigonella sono stati chiusi e poi riaperti con la normalizzazione delle attività aeroportuali e sono state allertate le autorità preposte. Infine, in merito a questi ultimi fenomeni di tipo eruttivo ed esplosivo è possibile supporre che, facendo riferimento a precedenti manifestazioni relative al 2000 e 2006, l'attività dell'Etna potrebbe perdurare caratterizzando quindi ulteriori fenomeni simili a quelli della giornata del 12 gennaio».

Oggimedia si congeda dal Dott. Salvatore Alparone augurandogli buon lavoro e lo ringrazia per la sua gentilissima disponibilità.

 

Fonte foto(sopra):Marco Lombardo

Fonte Foto(sotto):immagine della telecamera termica, dell'INGV di Catania, posta sulla Montagnola; si nota chiaramente la lingua di materiale incandescente (colata e materiale piroclastico) emesso durante l'attività eruttiva nella notte fra il 12 e il 13 gennaio.  

Melania Costantino