Oggimedia incontra ed intervista, "finalmente", il maestro scultore Vito Guardo.
Vi ricordate la scorsa estate della scultura "Nascita di Venere", proprio all'ingresso di Gravina di Catania, obbligata, nottetempo, ad indossare un bikini? Se vi siete persi l'insolito spettacolo, facciamo un passo indietro nel tempo. Chi si fosse trovato a percorrere la strada d'ingresso di Gravina di Catania(CT), famosa per offrire ospitalità finanche al neonato, e certo assai discusso, centro commerciale "Katanè", avrà pensato di vaneggiare – vist'anche le arroventate temperature della scorsa estate - o di soffrire addirittura di allucinazioni.
Proprio al centro della lussureggiante rotonda, infatti, ove giace sonnolente la maestosa statua "Nascita di Venere", opera di pregiata fattura scultorea realizzata in circa un anno intagliando un lastrone lavico di 6 tonnellate, per opera dell'illustre artista e maestro Vito Guardo, si scopre che qualcuno per diletto, protesta, semplice goliardia o per chissà quale altra bizzarra fantasia da parte di qualche buontempone, fa indossare, nottetempo, uno striminzito bikini alla meravigliosa ed immutabile creatura ivi riprodotta.
Increduli dell'accaduto, ma egualmente incantati dall'evento beffardo - che al tempo richiamò non pochi curiosi al cospetto della celeberrima scultura - non abbiamo trovato altra soluzione che volgere le nostre perplessità, per chiedere lumi e svelare magari l'inquietante gesto, all'autore, il maestro Vito Guardo.
Dopo lungo peregrinare in lungo e in largo ed essersi liberato dai suoi tanti impegni professionali, che lo vedono impegnato artista nell'intero territorio nazionale, abbiamo finalmente avuto l'onore d'incontrare il maestro Vito Guardo. Con qualche domanda di rito ed una piacevole conversazione, che via via appare sempre più spontanea e gradevole culturalmente, abbiamo realizzato, davvero quasi senza averlo messo in conto, un incontro - intervista dello scultore.
Maestro Guardo, ormai è certo anacronistico parlarne, se pur solo adesso abbiamo potuto finalmente incontrarci; cosa ne pensa del bizzarro mistero, scoperto la scorsa estate, che aleggia attorno alla "marittima vestizione" della sua opera: "Nascita di Venere"?
«L'unica cosa che posso dirle è che diverso tempo fa, al tempo in cui realizzavo un'altra opera all'interno di un laboratorio a Catania, entrò un giorno un ragazzo, di cui chiaramente non ricordo assolutamente nulla, che davvero mi colpì. Dopo aver ricevuto i suoi complimenti, infatti, proprio per l'opera della "Nascita di Venere" a Gravina, d'un tratto, mentre sortiva con passo veloce, si voltò all'improvviso e ridendo mi disse: "Le prometto che un giorno di questi, proprio per sottolineare quanto abbia apprezzato la sua opera, la cavalcherò e le farò indossare un bikini e lei si ricorderà di me". Questa è l'unica notizia che riesco a darle».
Secondo lei, a prescindere dalla sicura goliardata da parte di qualche buontempone, può celarsi una protesta nei confronti di qualcuno; lei, il comune, la giunta, il sindaco, etc.?
«No. Non credo si possa nascondere alcunché, ma solo, come lei stesso indica, una semplice goliardata della serie "Amici miei", giusto per ricordare l'appena scomparso regista Mario Monicelli».
In seguito ad un concorso d'idee, al fine di sostituire la tanto discussa ex opera presente sul sito, la scultura da lei proposta piacque molto all'ex sindaco Gaetano Bonfiglio; pensa possa esserci qualche relazione tra il gesto canzonatorio e l'ex primo cittadino?
«No. Penso proprio di no».
Ha mai ricevuto qualche "presagio", nei giorni antecedenti, prima del bizzarro rinvenimento?
«No, mai nessuno mi ha fatto percepire quello che poi sarebbe accaduto».
Pensa possa essere stato un messaggio di scherno rivolto alla sua persona?
«Assolutamente no, anzi credo che il gesto metta in evidenza, come dico spesso, che "l'opera vive di vita propria" distaccandosi dall'autore e regalando delle emozioni, non lasciando di certo indifferenti».
Quanto pensa sia stata gradita dalla popolazione gravinese la sua scultura che, ricordiamo, sostituì la singolare materia astratta che vi era in precedenza?
«Penso che sia stata molto gradita e continuo ancora adesso a ricevere gesti di grande approvazione da parte dei miei concittadini».
Qual è l'ultimo capolavoro che ha realizzato?
«Ho appena finito di realizzare un'opera funeraria di notevole pregio artistico; nello specifico, sono due coniugi in marmo a grandezza naturale. La cosa davvero bizzarra, invece, è stata che, oltre ad aver modellato la scultura nel marmo, mi è stato anche commissionato dai parenti di dipingerla in tutti i suoi particolari, cosa usualmente mai richiesta».
E' vero che, oltre all'indubbio talento scultoreo su marmo, lei è dotato anche di altre abilità di natura artistica?
«Si è vero. Scolpisco ogni tipo di materiale modellabile e trattabile: legno, pietra, bronzo, ecc».
Sappiamo che la sua dote non è casuale ma nasce, cresce e matura in famiglia; suo padre prima, lo zio dopo. Quanti altri componenti della sua famiglia nutrono la sua medesima passione per l'arte?
«Mia sorella Giovanna, che vive in terra di Dante, dipinge, ma ripensandoci anche altri componenti della mia famiglia sono stati invasi dal fuoco sacro dell'arte».
Ci congediamo dal maestro scultore Vito Guardo ringraziandolo sentitamente, poiché è riuscito, in poco tempo, a donarci non solo la sua nobile sapienza d'artista, ma anche perché ci ha fatto assaporare con le sue preziose opere il candore di una ritrovata genuinità artistica.
Marco Lombardo
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La "Venere"....in bikini!













