Oggimedia intervista Fausto Melluso, Senatore Accademico dell'Università degli Studi di Palermo, durante la manifestazione studentesca.
Roma, Palermo, Milano, Catania e tante altre città italiane sono protagoniste di imponenti mobilitazioni studentesche. Quali sono i punti cardine che vi hanno portato ad organizzarvi così numerosi ed a "urlare", tutti in coro, contro il ddl del Ministro Mariastella Gelmini?
«Noi riteniamo negativo l'intero impianto della Riforma. Con la Riforma e gli altri provvedimenti già operanti, lo Stato contrarrà ulteriormente la spesa per l'istruzione e l'Italia è uno dei paesi in tutta Europa in cui si spende meno per l'istruzione e la ricerca. Ci sono poi delle norme, all'interno della ddl, in cui si fa tornare l'Università ad un periodo antecedente al 1968 in tema di democrazia interna e di governament universitaria. Le norme relative al reclutamento dei ricercatori non danno risposta a chi è già ricercatore e condannano al precariato chi lo sarà. Lottiamo contro quei provvedimenti già operanti: la Legge 133 del 2008, i decreti di Settembre 2010 che hanno posto dei requisiti che obbligano, tutte le facoltà, al numero chiuso e diminuiscono il numero degli studenti universitari in un paese che ha meno studenti in tutto il mondo occidentale e che, invece, avrebbe bisogno di più laureati».
Anche i giovani studenti delle scuole medie superiori scendono in strada a manifestare insieme agli universitari. Come consideri la loro mobilitazione?
«Anche i ragazzi delle scuole medie superiori portano avanti una giusta battaglia. È una lotta generazionale come la nostra. Siamo tutti uniti perché la mancanza delle loro prospettive è la mancanza di prospettive per tutti noi».
Nella mattinata si saprà se il Governo avrà ottenuto la fiducia. Quanto, tutto ciò, può ritenersi importante nei confronti della vostra mobilitazione contro la riforma?
«L'appuntamento alla fiducia del Governo è importante ma non vuol dire che l'eventuale approvazione della mozione di sfiducia e, quindi, la caduta del Governo farebbe fermare la mobilitazione. La mobilitazione ha un significato generazionale che prescinde dalla stessa riforma che speriamo di aver bloccato. Continueremo a batterci in caso di fiducia perché la riforma non vada avanti ma comunque le questioni poste da questo movimento sono tante e vanno oltre».
Quali sono, secondo te, le responsabilità o le insufficienze legate alle problematiche attuali?
«Le responsabilità della situazione presente non sono solo legate alle politiche di questo governo ma a tutta la classe politica italiana che, al contrario di quelle europee, non investendo nella ricerca, ipotecano il futuro dei giovani italiani».
I professori universitari palermitani partecipano alla vostra mobilitazione studentesca?
«Alcuni professori e molti ricercatori hanno occupato simbolicamente il Palazzo Steri, sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Palermo. Sono nostri amici, sono in contatto con noi, siamo coordinati».
Il Prof. Roberto Lagalla, Rettore dell'Università di Palermo, ha preso una posizione?
«Il nostro Rettore ha fatto delle critiche piuttosto spiccate a questa riforma. Il Prof. Roberto Lagalla, insieme ad altri Rettori del sud Italia, hanno recentemente redatto un documento in cui si contestano i criteri di assegnazione dei fondi alle Università che avvantaggiano solo quelle del nord Italia. Basti dire che il 7% dei fondi assegnato su base premiale, viene dato alle Università di Bologna, di Trento ed ancora, al Politecnico di Torino e di Milano».
Nel frattempo in diretta giunge la notizia della fiducia al governo.
Abbiamo appena saputo che il Governo ha ottenuto la fiducia. I manifestanti hanno raggiunto la Prefettura di Palermo concludendo così la giornata di contestazione. Lo spirito che fino ad ora vi ha accompagnato nella vostra mobilitazione, secondo te, Fausto, ha possibilità di attenuarsi?
«Spero che l'esigenza di partecipazione, ben nota nella mobilitazione, non si spenga. Mi auguro che gli studenti ricomincino ad occuparsi della cosa pubblica e della propria Università, partecipando da protagonisti alla vita democratica delle facoltà».
Dopo aver percorso a piedi le principali vie palermitane, seguendo da vicino l'intera manifestazione studentesca, ci congediamo da Fausto Melluso ringraziandolo per la sua cortese disponibilità.
La Redazione
Foto del Redattore
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Palermo: riforma Gelmini: "Tutto questo è solo l'inizio?"













