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"Oggimedia" incontra Matteo Amantia, ex voce degli Sugarfree

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Matteo, cantante etneo solista, ex mirabile voce degli Sugarfree.

In esclusiva per Oggimedia, ed in anticipo sullo spettacolo musicale, "V° Festival Città di Mascalucia", che lo vedrà protagonista indiscusso della chermesse canora, incontriamo il cantante catanese Matteo Amantia, ormai ex voce della band Sugarfree, oggi impegnato in un percorso artistico e professionale da solista.;

Matteo, intorno ai 13 anni scopri l'amore, quasi una dipendenza, per la musica; quanto di te è cambiato dai primi esordi, come al tempo dei "Kataitna" nel lontano 1998, al percorso che hai scelto oggi da solista?

Matteo Amantia:

Nel 1998 avevo 19 anni e anche se ero pieno di energia, avevo poca consapevolezza. Il mio percorso musicale mi ha portato sempre in nuove scommesse e nuove sonorità che rispecchiano il mio modo di essere di un determinato periodo. Adesso riesco a descrivere una sensazione o un'emozione in maniera più chiara e consapevole per quel che riguarda il linguaggio, mentre per le atmosfere mi piace sperimentare e tentare di andare sempre oltre.

Nel tuo percorso professionale hai alternato più volte dei momenti artistici da solista; è casuale questa scelta o niente è per sempre?

Matteo Amantia:
Come ho già detto cerco di andare oltre, di mettermi sempre in discussione e di sperimentare, ma non tutti hanno questo tipo di approccio ed essere solista ti da maggiore libertà di espressione a discapito però del feeling musicale con gli altri musicisti. Per questo nel mio nuovo percorso ho voluto fondere entrambe le filosofie chiamando come band di supporto tutti musicisti con i quali ho sempre avuto un ottimo interplay, ma con la libertà del progetto "solista".

...e se niente è per sempre tra 10 anni ti vedi ancora un cantante, speriamo sempre di grande successo?<

Matteo Amantia:
Ormai non riesco ad immaginare un percorso diverso dalla musica, non so se riuscirò ad essere sempre sulla cresta dell'onda, ma di sicuro continuerò ad esprimermi con questa meravigliosa forma d'arte.

La tua musica possiede varie sonorità e si muove abilmente con diverse contaminazioni musicali; dove trovi la tua ispirazione?

Matteo Amantia:
Musicalmente mi piace ascoltare veramente di tutto, specialmente là dove trovo qualcosa di interessante o di emozionante sia per quanto riguarda i testi sia nella musica. Non riesco però ad apprezzare tutto ciò che anche se realizzato decentemente, mi dà un senso di già sentito o di prevedibile, come il 90% della musica che gira in Italia. Naturalmente questo è il mio parere.

Prima di approdare alla chitarra hai avuto esperienze con diversi strumenti: Flauto traverso, armonica a bocca; che cosa ti ha portato alla tua scelta?

Matteo Amantia:
In verità la chitarra è stato il mio primo strumento ed era inevitabile data la mia ammirazione verso il suono che emette, sia in acustico sia in elettrico. Col tempo poi mi sono avvicinato all'armonica a bocca di matrice blues, meravigliosa per i benning, ed il flauto traverso poiché emette un suono paradisiaco. Adesso mi sto avvicinando al pianoforte, uno strumento che avevo sempre snobbato ma che sto riscoprendo anche nella forma di sintetizzatore con il quale si ha la possibilità di emettere o emulare praticamente qualsiasi suono e quindi la sperimentazione diventa infinita.

Che cosa ti accomuna con il tuo fedele "compagno di note", ma soprattutto amico, Luca Galeano, visto che anche lui ha scelto di lasciare gli "Sugarfree" insieme a te?

Matteo Amantia:
Con Luca c'è un'amicizia che ci lega ormai da troppi anni e anche se a volte abbiamo punti di vista differenti alla fine riusciamo sempre a capirci. Naturalmente c'è una stima reciproca di fondo e ci accomuna il modo di vivere il palco.

Ci parli del tuo album da solista?

Matteo Amantia:

Nel mio primo album da solista ho messo tutto quello che sono adesso, la mia voglia di libertà di espressione, libertà di sognare, di togliersi di dosso inutili maschere di formalità e di esprimermi con un linguaggio non contaminato da alcun compromesso. Ho registrato l'album nella mia terra, alle pendici dell'Etna e la lavorazione è durata un anno, volevo curare tutto in ogni particolare e sfumatura sonora. Inoltre ho voluto creare un team di lavoro fatto di persone valide e positive, i musicisti, kaballà con il quale abbiamo collaborato in due testi e naturalmente Riccardo Samperi co-produttore esecutivo insieme a Nuccio La Ferlita e produttore artistico del progetto. Lui è riuscito veramente a fare uscire il meglio di me.

Matteo, facci qualche anticipazione sui tuoi prossimi concerti e se ce ne sono previsti nella tua Sicilia?

Matteo Amantia:
Partirà un tour promozionale nelle principali città italiane, nei club più importanti, alle Feltrinelli ed alle Fnac non appena uscirà l'album, tra un mese circa, nel frattempo farò solo qualche apparizione in occasione di manifestazioni musicali o di particolari ricorrenze.

Come nasce la sinergica collaborazione con "Musica e Suoni", la tua nuova etichetta discografica?

Matteo Amantia:
Dopo l'esperienza in Warner avevo voglia di una collaborazione più "vera", basata esclusivamente sulla fiducia e la stima reciproca, e naturalmente senza compromessi artistici. Con Musica&Suoni ed in particolare Nuccio La Ferlita che mi piace definire "l'ultimo degli onesti", ho trovato quello che cercavo; oltretutto essendo un'etichetta catanese abbiamo modo di collaborare in maniera più diretta.

La redazione di "Oggimedia" ringrazia Matteo Amantia per la grande sincerità manifestata, ma soprattutto per la grande lezione d'umiltà e umanità che ci ha voluto regalare.

Fonte foto:adnkronos.com

Marco Lombardo