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L'antiquariato.Quando l'arte attraversa il tempo

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Quando si parla di arte indubbiamente il discorso si lega all'antiquariato. Un oggetto, sia esso un mobile, un dipinto o qualunque altra cosa, superi i corridoi del tempo, ne porta con se le tracce, dunque ha qualcosa da raccontarci. Per saperne di più, noi di Oggimedia, abbiamo incontrato il padrino dell'evento "Nasso Antica – antiquariato a Naxos", un evento che ormai dura da vent'anni, il Sig. Franco Squillaci, avvocato, e amante dell'antiquariato, che senza batter ciglio, e saltando subito la prima domanda, precisa che alcuni ebanisti lombardi del 700, per produrre nei mobili particolari sfumature, utilizzavano intarsi fatti di legni diversi. Vedendo la sua grande competenza nel settore, viene spontaneo chiedere:"Ha mai scritto un libro?" - con l'aria di chi non si sente per nulla sorpreso dalla domanda - risponde:«No, ne sono stati scritti già tanti, la sola vera esperienza, la si ricava vedendoli, toccandoli, bisogna saperli sentire!». Così passiamo subito ad un'altra domanda che è un po' la nota dolente di chi ama l'antico, ovvero:"Restauro, perché si tende a nasconderlo, è un intervento conservativo, perche non si deve vedere?". Franco Squillaci:«Se è un restauro conservativo si deve poter vedere, mentre un intervento recuperativo, molte volte ricopre le parti mancanti di un opera» - continua ancora dicendo - un mobile si consuma dopo 50 – 70 anni, una sedia, si rovina e perde la sua funzione primaria, quindi sarà logico intervenire in modo da ripristinarla, anche se non potrà più avere le finalità di una volta». "Perché allora togliere i segni del tempo?" - alla domanda, sempre con aria serena e tono confidenziale dice:«No, non vengono cancellati i segni del tempo, alcuni degli interventi fatti, hanno lo scopo di rendere l'articolo nuovamente presentabile».

"Questo però, non rischia di eliminare anche il fascino dell'oggetto in questione legato al tempo e con esso anche il suo valore storico?" - per nulla scomposto risponde:«Questo, è un concetto puramente commerciale, molti la usano come scusa perché hanno paura di essere svenati dai costi degli interventi di recupero; ci sono mobili che, in base alla destinazione, hanno bisogno di essere puliti, il mobile antico va pulito rispettando quelli che sono i segni che il tempo ha tracciato su di esso».

"Il mercato dell'antiquariato sta subendo un arresto, questo dipende dal fatto che l'architettura moderna ci porta ad allontanarci da ciò che è antico?". Franco:«Questo crollo è dovuto, sia ad un fatto legato puramente ai costi, che ad un cambio di tendenza, nonché di stile di vita. In una casa di 70 metri quadri, non c'è più posto per mobili come quelli che si usavano una volta, i giovani non amano molto ciò che è antico, amano, e devono vivere il loro tempo, si va incontro ad un mondo dove i computer controllano quasi tutto in casa, e tutti vanno di fretta!».

"Non c'è più tempo per godersi la casa ed i suoi spazzi?". Franco:«Non solo, non c'è più tempo, non c'è più voglia di farlo! In una casa sono solo tre le stanze che servono, la camera da letto, il bagno e la cucina, io amo l'antiquariato, ma amo vivere la contemporaneità!». "Con tutta l'esperienza che ha nel settore, secondo lei, quali sono ancora oggi gli interessati a ciò che è antico?".

Franco:«Gli acquirenti ormai sono pochi, e nella maggior parte dei casi sono persone facoltose che ancora oggi amano vantarsi del pezzo, piuttosto che godere della sua presenza». "C'e qualcosa di contemporaneo, che pur non avendo attraversato il tempo, può essere considerato artistico?" - con un piccolo accenno di sorriso risponde:«L'arte è qualunque cosa, tutto quello che esce dall'ordinario è arte, e poi, tutto ciò che è bello o che è prodotto da un grande artista!». Prima di congedarci da lui, gli rivolgiamo un ultima domanda: "Tanti viaggi nella sua vita, adesso dove andrà?" - ci guarda perplesso e poi alzandosi in piedi, prima di andar via, dice, anzi declama, in vernacolare:«Ora, maia rizzittari!» (ergo, mi devo tranquillizzare) detto ciò, ci saluta con un grande sorriso invitandoci a seguirlo nei suoi futuri eventi...noi ci saremo!

Foto del redattore

Carlo Fabio Giuffrida