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Giuseppe Povia: uomo e artista si racconta ad Oggimedia

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Abbiamo incontrato, in occasione di una festa patronale in un centro alle pendici dell'Etna, Giuseppe Povia durante una sua "ospitata" in piazza. Il noto cantante che, con i suoi brani, in diverse occasioni ha scatenato polemiche ma al contempo ha creato dei motivetti che la gente ha canticchiato per mesi ha gentilmente risposto così ad alcune domande della testata giornalistica Oggimedia.


Quando uscirà il prossimo album?
«Il 16 gennaio e si chiamerà "Il mondo è di tutti". E' un progetto che faccio ogni anno a favore della ricerca contro le malattie infantili gravi. Quest'anno (cioè l'anno prossimo) devolverò il mio "euro" all'AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie). Il disco conterrà 7 brani inediti tra cui "il mondo è di tutti" e i 4 successi Sanremesi.»

Quali le tematiche affrontate?
«Non ci sono canzoni a tema, sono tutte filastrocche per bambini. L'unico brano a tema è "il mondo è di tutti".»

Ci sono brani, nel nuovo progetto discografico, che a parer tuo potranno diventare dei tormentoni come è già successo in passato con i tuoi pezzi più famosi?
«Tutti i brani, secondo me, potrebbero diventare tormentoni ma non dipende da noi artisti. Dipende dagli addetti ai lavori, se vogliono che una canzone diventi un successo, fanno in modo che avvenga martellandola tante volte al giorno (alla radio, ndr). Tutto entra a forza di ascoltarlo.»

Hai pensato di partecipare all'edizione 2011 del Festival di Sanremo dato che quel palco in passato ti ha portato tanta fortuna?
«No, quest'anno non andrò a Sanremo, preferisco fermarmi e riflettere un po'. Poi, magari, uscire con un singolo verso aprile.»

Il 19 novembre per te è una data molto importante, poiché ricorre il tuo compleanno, ma lo è ancora di più perchè per quella data è previsto il GRANDE CONCERTO-RADUNO a Roma, dove festeggerai con i tuoi fan i tuoi 38 anni. Puoi darmi qualche anticipazione e qualche news a riguardo?
«Si, farò un concerto che durerà 4 ore circa suddiviso in 2 tempi: 1° acustico e 2° rock. Canterò più o meno tutti i brani dei dischi che ho fatto finora dal 2005. Il brano di partenza sarà "Arija", il primo brano che ho scritto, dedicato ad una ragazza argentina che si chiamava Arijanna.»

Leggendo il tuo profilo MySpace e la tua biografia sul sito ufficiale, ho notato che sei molto sensibile alle tematiche umanitarie, che fai molta beneficienza e che il sostenimento di progetti come "Avamposto55" hanno portato dei frutti importanti come la costruzione di due scuole-ospedali per i bimbi del Darfur. Questi sono gesti che ti fanno sicuramente onore e che rilevano degli aspetti di te molto profondi, ma ciò si può capisce anche dalle parole dei tuoi brani. Ma Giuseppe (l'uomo, non l'artista) com'è nella sua quotidianità quando i riflettori sono spenti?
«Sono abbastanza egoista, faccio le cose solo perché fanno stare bene me e spero che poi facciano stare bene anche gli altri. Sono pigro, resterei a letto tutto il giorno perché mi piace oziare. Non si direbbe ma è così. Poi però mi piace andare a correre, baciare le mie bimbe e andare a farmi le lampade per nascondere i brufoli che ho sulla fronte.»

Ho poi notato che il tuo rapporto con i fan è bellissimo, che dai attenzioni a tutti e che dedichi molto spazio ai tuoi fan più accaniti. Mi ha fatto piacere vedere che i tuoi sostenitori più grandi sono le famiglie e non solo le ragazzine che urlano con l'ormone alle stelle. Ma la tua famiglia (tua moglie e i tuoi figli) come vivono il tuo successo e la distanza quando sei lontano per una serata, un concerto o una tournée?
«E' chiaro che mi vorrebbero sempre a casa, ma questo è il mio lavoro e morirei se non lo facessi. Direi che lo vivono nella norma e mi aspettano con ansia.»

Infine, vorrei entrare un po' nel tuo intimo. So che nel 2006 hai dedicato una canzone alla tua prima figlia Emma e ascoltandone le parole ho trovato in essa un significato molto profondo del messaggio che vuoi dare. Così mi è sorta una curiosità: credi che tua figlia "oserà volare"? Insomma, quali sono gli insegnamenti che vorresti dare ai tuoi figli?
«Cerco di dare il massimo come padre ma so che è impossibile non sbagliare. Si credo che sia Emma sia Amelia oseranno nella vita e dovranno farlo. Chi smette di essere curioso è bello che morto.»

Pasqualina Scuto

Foto del redattore