Oggimedia rivolge un'intervista al dottore Salvatore Alparone dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (I.N.G.V.) di Catania, che, rendendosi gentilmente disponibile a rispondere alle nostre domande, rimuove ogni nostra perplessità.
L'Etna, in quest'ultimo mese, si è manifestata attraverso fenomeni di tipo esplosivo. Si deve interpretare come un periodo turbolento?«L'Etna è un vulcano attivo a condotto aperto, pertanto, come tale, si manifesta "normalmente" con fenomeni di tipo esplosivo attraverso emissioni di ceneri e forti boati».
Dalla bocca nuova, sul versante occidentale, si sono evidenziate diverse emissioni di ceneri. Quali cause le hanno provocate?
«Talvolta il collasso delle pareti interne del vulcano forma degli accumuli di materiale che, spinto dai gas sottostanti e riuscendo a superare il carico, si manifestano in superficie, attraverso le emissioni di ceneri».
Dall'analisi tessiturale svolta sulle ceneri raccolte nel mese di ottobre, si rivela la presenza di sideromelano al 2% e tachilite al 7%. Quali indicazioni ci conferisce questo tipo di analisi?
«La presenza, seppur in percentuale bassissima, di sideromelano si riconduce ad un magma nuovo ubicato a basse profondità e di recente formazione. La presenza di tachilite, invece, è la parte vetrosa. Il resto degli elementi proviene da materiale vecchio accumulatosi dai crolli delle pareti della struttura vulcanica. Se la percentuale di sideromelano fosse stata nettamente più alta e, ancora, se fosse stata accompagnata da altri fattori indicativi, avremmo pensato ad un imminente fenomeno eruttivo».
Il cratere del Nord-Est con quali attività si manifesta?
«Le manifestazioni sul versante nord-orientale che hanno interessato gli eventi di questi ultimi giorni, sono caratterizzate prevalentemente da fenomeni esplosivi profondi, quindi da boati».
Come vengono rilevati i boati?
«I boati vengono rilevati attraverso 12 sensori collocati sui crateri dell'Etna. Tramite le onde sonore catturate dai sensori, siamo in grado di stabilire quale cratere ha generato il boato».
I fenomeni sismici di magnitudo molto basse, rilevati in questi giorni, farebbero presagire ad eventi eruttivi imminenti?
«Anche gli sciami sismici di questi giorni, sottolineano una situazione assolutamente legata alla norma, pertanto non significativi alla valutazione di imminenti attività eruttive».
Ringraziamo il dottore Salvatore Alparone dell'I.N.G.V. di Catania per averci gentilmente concesso alcune significative ed esaurienti informazioni sui fenomeni vulcanici caratteristici dell'Etna.
Foto del redattore
Melania Costantino
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L'Etna si è risvegliata?













