Le Sculture di roccia lavica di Francesco Zingale.
Alle porte della zona commerciale di Misterbianco, piccolo paese nella provincia di Catania, immersi nel caotico ed irritante traffico cittadino si scorgono delle figure maestose ed affascinanti: sono le prestigiose sculture dell’artista Francesco Zingale. L’incantevole visione delle sue statue rimuove le traccia di un difficoltoso quotidiano mentre il tempo e lo spazio sembrano apparire magicamente sospesi. Adagiate sul marciapiede sopra un drappo di stoffa verde, le sue opere, “dono della natura eccelsa”, ci permettono di scoprire che anche da un frammento di roccia si nascondono segreti che solamente la natura custodisce. E’ incredibile come alle volte, anche l'incontro fortuito con un uomo semplice possa farci cambiare il modo di osservare le cose. Sembra che basti veramente poco, anche un semplice gesto, per far affiorare, togliendo il superfluo, una forma un profilo che quasi per magia assume una diversa identità.«Sono nato a Paternò il 29 settembre nel 1949; ho una moglie bellissima, un figlio e una figlia che Dio mi ha donato rendendomi felice, quando pensavo di non poterne avere più» - dice con pacatezza il signor Francesco con una fascia sulla testa e scalpello e martello tra le mani.
«Le mie opere sono scolpite nella roccia lavica, nelle arenaria; sono rocce che ho scelto viaggiando in tutta la Sicilia, anche tra le discariche, perché le rocce hanno un’anima» e continua ancora:
«non incido su una roccia qualsiasi, tutto dipende dalla forma originaria che accuratamente seleziono; tra gli spigoli e le sfaccettature bizzarre, rimuovo quel tanto che basta per sprigionare la forma che vive al suo interno» e nel frattempo ci indica un frammento di pietra lavica che si trova proprio davanti a noi; osservandola meglio, nella sua forma scolpita dal tempo, si presenta con un chiaro profilo: il volto di un uomo.
Affascinati dal suo operato gli chiediamo qual è il primo elemento che emerge dalla roccia madre:
«si inizia dal naso, divido il viso in tre parti proporzionali, disegno una croce con la matita sulla pietra e su questa base elimino il superfluo. Esiste una sola regola: l’artista riesce a creare quando è buono d’animo, io ho la mia fede, ho Dio che mi protegge. La vita è una missione, avete notato che da vivi a noi artisti non ci considera nessuno, dopo però diventiamo importanti».
Qual'è il committente che in tutti questi anni di duro lavoro non dimenticherà mai?
Il signor Francesco con orgoglio risponde:
«sicuramente il Presidente Silvio Berlusconi. Ero a Palermo, scolpivo una roccia, Berlusconi si è fermato di fretta, mi ha fatto i complimenti, ha scelto tre prezzi e mi ha fatto un’offerta; avrei tanto voluto regalarglieli ma lui si è mostrato generoso, ha apprezzato le mie opere. Ora saranno sicuramente in una delle sue ville, chissà».
Signor Francesco, ha mai avuto problemi da parte del Comune? Si è presentato mai qualcuno chiedendole di spostarsi e andare via?
«no, perché dovrebbero! Io regalo un passato dimenticato, un mestiere oramai abbandonato».
Signor Francesco oggi le diamo la possibilità di lanciare un messaggio ai lettori di Oggimedia, cosa si sente di dire:
«non dimenticate i vecchi mestieri, guardatevi intorno, imparate ad osservare le bellezze della natura, seguite le vostre passioni. La Sicilia ha tanti luoghi meravigliosi, esistono tanti artisti, amate la vostra terra » ed aggiunge: «potrei vivere nella miseria per la pace nel mondo, perché viviamo in un mondo che non conosce più l’amore».
Ascoltare il sig. Francesco Zingale è stato come una lezione di vita, spiegata con semplicità e passione; una lezione ricca di contenuti non solo artistici (di cui si è mostrato ampiamente preparato) ma soprattutto umani.
Una stretta di mano e con gli occhi lucidi e pieni di emozione ci congediamo.
Prima di salutarci mi concedo un'ultima frase, che riesco a pronunciare a fil di voce: "Oggimedia, nella persona della sottoscritta, è davvero onorata di averla conosciuta.
Maria Narciso
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