OGGIMEDIA.IT

News, curiosità e tendenze sul web

Sei su: Le interviste "Impossibili" Intervista al pesce palla

Intervista al pesce palla

E-mail Stampa PDF
Condividi su : FacebookGoogleTwitterhttp://www.wikio.itDiggGurura

Sin da piccolo ho sempre creduto che i pesci non boccheggiassero. Non so perché ma mi convinceva di più la storia di mio nonno pescatore, Orazio: «Vedi nipote mio - mi raccontò un giorno - i pesci sono appassionati di parole crociate. Da quando un pesce palla ha risolto un difficilissimo schema di un antenato di Bartezzaghi, rispondendo alla definizione ‘Bologna sulle targhe automobilistiche’, tutti i pesci fanno BO BO BO per ricordare l’impresa».


Quando al convegno promosso dal WWF dal titolo ‘Perché i pesci boccheggiano?’ ho detto la mia, uno dei relatori mi ha sfidato: «E lei come fa a dire queste cose?». E io, con tono infantile: «Perché me l’ha detto mio nonno!». «E a suo nonno chi gliel’ha detto?». La domanda mi coglieva impreparato. In effetti non gliel’avevo mai chiesto. Decidevo di chiamarlo lì in seduta stante. «Nonno, ma a te la storia del pesce palla chi l’ha raccontata?». «Il pesce palla in persona!». «Ma perché - domandai a bassa voce - il pesce palla parla?». «Certo, e allora perché si chiama così!». Chiudevo la conversazione e con tono fiero esclamavo: «Signori, a mio nonno l’ha detto il pesce palla!» E giù risate. Insopportabili.
E’ stato così che ho chiesto al nonno come intervistare il pesce palla. Mi sarei dovuto immergere, con le pinne, fucile ed occhiali quando il mare era una tavola blu, ad una profondità di 30 metri. Poi attraverso una cannula speciale di un metro e mezzo avrei comunicato col pesce.
Eccoci in fondo al mare. Dall’altro capo della cannula un rappresentante della famiglia Tetraodontidae, nome di derivazione greca che significa "quattro denti", come le quattro placche dentarie caratteristiche di questi pesci.
Buongiorno. Sono il nipote di nonno Orazio. Si ricorda? Sono qui per l’intervista.
Buongiorno. Certo che mi ricordo di Orazio. E’ sempre un piacere parlare con voi. Ma ti prego dammi del tu.
Va bene. Qual è il tuo vero nome?
Il mio nome è Ball. James Ball.
Ok, James. Partiamo subito forte. Ma è proprio vero che voi pesci fate BO BO BO per la storia del cruciverba?
Verissimo. Tutto è cominciato con quello schema risolto, grazie alla definizione sulla targa di Bologna. Poi sono seguite altre imprese, tutte con la stessa soluzione, per definizioni come Il nome della Derek, le iniziali di Beatrice Occhipinti, le prime di Botanica, fino ad arrivare al nomignolo di Christian ‘Bobo’ Vieri.
Che storia! Parliamo un  pò di te. Pur non essendo un ottimo nuotatore, non sei una facile preda. Quali sono i tuoi sistemi di difesa?
Sono in grado di ingurgitare rapidamente grandi quantità di acqua, diventando molto grande e difficile da inghiottire anche per predatori di grosse dimensioni. La mia carne, inoltre, contiene un veleno molto potente, la tetradotossina, che inibisce la funzione respiratoria, portando rapidamente alla morte.
Caspita! Quindi a noi umani non conviene servirti a tavola.
Beh, direi proprio di no. Io stesso non mi mangerei. Anche se mi hanno detto che in Giappone, dove mi chiamano "fugu", ci sono dei fior di cuochi diplomati che sanno come estrarre il veleno dalle carni (gonadi, pelle, fegato, intestino). Pare che il segreto sia lasciare un pò di quella tossina sufficiente a dare una leggera euforia e un po’ di formicolio alle labbra e alla lingua. In Italia invece so che sono bandito dalle tavole dal 1992.
Quali sono i pesci con cui hai legato di più nella tua vita?
Beh il mio migliore amico, compagno di giochi e di avventure, è il pesce pagliaccio. Non sta mai fermo e mi tira sempre su il morale. Sai io per la storia del veleno sono temuto un po’ da tutti. Lui invece è l’unico che non ha paura di me. La sera ci intrufoliamo in un anfratto e mi racconta delle barzellette.
Te ne ricordi qualcuna?
Certo. Ieri sera mi fa: “James, se una sardina ha l’accappatoio che fa?” E io: “non saprei.” E lui: “si acciuga!”. Oppure: “Perché i pesci hanno le spine?”
Aspetta. Questa la so. “Perché nel mare c’è la corrente?”
Esatto. Che risate. Un giorno te lo presento.
Ci sto! Senti prima che l'ossigeno finisca, toglimi un'ultima curiosità. I pesci dormono?
Ti confesso una grande verità. Anche se non abbiamo le palpebre, dormiamo anche noi. E la cosa più bella è che nel sonno possiamo continuare a nuotare per permettere il passaggio di acqua nelle branchie e quindi la respirazione.
Grazie James. Sei stato molto disponibile e gentile.
 Grazie a te per avermi prestato un pò del tuo tempo. Oh però mi raccomando ‘Acqua in bocca’!

 

Emanuele Urzì