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UNA STORIA D’AMORE SOTTO UN FRANCOBOLLO

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Sicilia  anni 60 è tempo d’amore ,quando  il destino diventa fatale muta persino  il lieto fine più scontato .  
<<Oh Carmelo, amore mio! Non puoi immaginare quanto ti  amo e non potrò mai dimenticare quei pochi minuti mentre ero con te >> è con queste parole, visibili anche nelle cartoline fornite alla nostra redazione che Carmela , Sebastiana  Amadore  (conosciuta dagli amici come  Nella) originaria di   Buccheri (Sicilia),  ci racconta la sua storia d’amore che per fatalità del destino, si conclude con un dramma che segnerà per sempre    la sua vita. Una storia   arricchita tra le parole scritte di  lunga corrispondenza che la porterà,  dopo diversi anni, a coronare i suoi sogni  anche se il lieto  fine, inaspettato, lascia tutti con  l’amaro in bocca. Con astuzia, spinta dal suo sentimento, riesce ad occultare questo grande amore  alla famiglie che negli anni 60 (come succede anche oggi ) si opponevano  a questa unione , il  tutto  scrivendo in un piccolo spazio in cui Carmela , applicava sopra  il francobollo  . <<Ci siamo conosciuti a scuola e  grazie ad una caramella inizia una lunga stregua  di sguardi me lo ricordo tuttora lui mi offre una caramella ed io intimidita  prendo quella del  suo compagno>>. Da quel giorno iniziano 16 km di strada a piedi, che  lui Carmelo Bonfiglio,  abitante di un paese vicino di nome Cassaro , percorre, pur di  incrociare  uno  sguardo della sua amata .  

La scuola finisce, Carmelo parte in Svizzera, orizzonte di molti emigrati in cerca di una vita migliore, quella che un piccolo paesino rurale  dell’entroterra  siciliano in quegli anni non poteva  offrire.   

Le famiglie non si  conoscono, lui è solo  un compagno di scuola e nessuno immagina che tra i due è nato un sentimento che non  teme distanze. I due ragazzi si scrivono messaggi d’amore, le cartoline arrivano, mittente rigorosamente con modalità  fermo posta. Carmela ritira le cartoline mandate del suo caro amico ma  fortunatamente per loro  nessuno fa  collezione di francobolli . Arriva una proposta  di lavoro per Carmela:  deve partire in America. Oltre alla scuola infatti, si era anche  specializzata nel campo della sartoria,( una risorsa che a quei tempi le permetteva di contribuire alle spese familiari e che diventerà il lavoro della sua vita). Fortuna vuole che la stessa richiesta di lavoro arrivi anche  dalla Svizzera:  i suoi parenti residenti in Svizzera oramai da diversi anni le propongono un lavoro in una fabbrica di cappotti .  

Lei risiederà  a   Dietikon. Per la famiglia, in quegli anni di totale restrizione, la Svizzera rispetto all’America  rimaneva la scelta più opportuna,  meglio con i parenti che da sola!  

Carmelo abita a Thalwil  24 km da Dietikon.  Il destino vuole che entrambi si ritroveranno a lavorare esattamente a Zurigo . Dietikon, ci racconta Carmela, è una cittadina meravigliosa, si doveva imparare a parlare tedesco per integrarsi al meglio , si lavorava per ben 8 ore ma i ritagli di tempo richiedevano nuove strategie: si vedevano con la scusa della messa , alla fermata dell’autobus giusto 5 minuti per poi salutarsi e prendere la coincidenza  ed infine  la scappatella,  che si conclude con  l’arrivo del  1° figlio Michele, concepito su un prato rivestito di un abbondante neve . Il piccolo Michele    non si adatta alle  temperature e rischia di ammalarsi, cosi armati della loro forza d’amore, scendono  in Sicilia, si sposano, investono i propri guadagni per la costruzione di una casa e sognano,  come tutte le coppie, che un giorno quella dimora  possa diventare il loro nido d’amore. Il piccolo resta in Sicilia sotto custodia della suocera, i due sposini partono per la  Svizzera in attesa delle ferie che gli permetteranno di rivedere il loro amato bambino e di riportarlo in Svizzera dove incominciano a prospettarsi le possibilità una vita più agiata, <<non avremmo sopportato un altro minuto lontano da Michele>> e  così da li a poco  ripartono per la  Sicilia.  Non hanno ancora passato il confine , una lunga coda  e la voglia di un caffè, Carmelo lascia sua moglie in macchina, il viaggio era lungo e così decide di prendere un caffè per se ed i suoi  amici che si trovavano in un'altra  macchina proprio di fronte a quella loro. Sono  gli ultimi istanti e il tempo si fermerà per sempre .   

I sogni si sgretolano , il cuore batte all’impazzata e tutto sembra essere assurdo, un sogno dalla quale Carmela vorrebbe svegliarsi e subito.  

Succede cosi : una macchina arriva all’improvviso, l’autista perde il controllo e  si schianta contro Carmelo, che resta in fin di vita. <<Ricordo il suo respiro affannato, la mia speranza, le mie mille preghiere mentre dentro ogni parte di me si spegneva all’improvviso >>. Portato subito in ospedale non sembra esserci niente da fare. Giusto 2 giorni e si interrompe un agonia che darà inizio al tormento, un inferno a cui nessun uomo è mai pronto . Carmelo non c’è più.  Il destino  ha deciso di  porre la parola fine, senza farsi troppe domande, quelle che ancor oggi Carmela si rivolge senza ottenere alcuna risposta. Il rientro in Sicilia diventa un tormento, al dolore si aggiungono le accuse dei famigliari che in preda al dolore, la colpevolizzano della morte del figlio: viene presa per una poco di buono, viene  emarginata, toccando i vertici di una combattuta depressione che non può permettersi avendo un figlio da crescere. <<Il dolore che non segue la ragione,  si riversa sempre verso qualcuno a cui dare la colpa quando non si accetta la verità>>. Oggi Carmela ha 59 anni vive ad Acicastello (Sicilia un paesino della  provincia di Catania), ha provato a rifarsi una vita ed anche se la storia con il suo secondo compagno non ha avuto un seguito, ribadisce che le ha lasciato ciò che di più grande la vita possa donare ad una donna,la sua bambina. <<Io vivo per i miei figli>> dice Carmela, <<sono loro a darmi la forza di guardare avanti, di credere nella vita, di lottare , sono loro che hanno dato un senso alla mia vita. Il dolore resta è  una ferita che nessuno può cancellare, sono sola oggi, tre è il  mio numero perfetto, i miei due figli, Michele , Luana e il mio Carmelo. Tra le mani non mi resta che questo ,le poche righe di queste cartoline, sotto un muto francobollo mentre  ascolto le parole di una canzone, le stesse che Carmelo mi cantava quando ci siamo conosciuti …Un ora sola ti vorrei>>.

Narciso Maria