Passeggiando tra i verdi sentieri in un parco di Los Angeles, la nostra attenzione viene catturata da un'insolita edicola che mostra in bella vista una rivista cinematografica la cui copertina ritrae un viso quasi dimenticato.
Decidiamo di acquistarla e per trascorrere alcuni minuti sereni ci accomodiamo su una panchina, cercando le pagine in cui possiamo ammirare il volto noto che ha attirato il nostro interesse: Marilyn Monroe.
A cinquant'anni dalla sua scomparsa, un film ricorda la sua anima mentre leggiamo che la conturbante attrice riprende vita nel corpo della splendida Michelle Williams in "My week with Marilyn".
Per la sua fantastica interpretazione la Williams vince addirittura un Golden Globe come Migliore Attrice in un film commedia o musicale.
Leggiamo queste brevi righe ad alta voce mentre, ad un tratto, un'altra voce irrompe nel silenzioso parco.
«Anch'io ho avuto diverse nomination al Golden Globe, anzi, per la precisione, ne ho vinti tre»!
Così esordisce una voce femminile molto sensuale...alziamo gli occhi e ci rendiamo conto che non è un sogno! Davanti a noi si erge proprio lei, la bellissima Norma Jeane Baker in arte Marilyn Monroe.
Si siede con fare perturbante, ma composto e si presenta con il suo nome d'arte, tranquilla e consapevole del fatto che noi sappiamo chi sia. Indossa un golfino accollato semplice ed attillato, jeans stretti ed un rossetto rosso che illumina ancor più il suo sorriso.
Pietrificati dall'emozione, timidamente, le chiediamo se possiamo porgerle qualche domanda. Lei accetta sorridendo.
Signorina Monroe, lei è sempre stata il sogno proibito di milioni di uomini a tutt'oggi! Ne è consapevole?
«"La gente non mi vede! Vede solo i suoi pensieri più reconditi e li sublima attraverso di me, presumendo che io ne sia l'incarnazione", quindi presumo di si!»
E' strano che per dare una risposta simile cominci dicendo "la gente non mi vede!"
«La gente vede soltanto questo lato di me, nient'altro. Sono la bionda dall'aria sbarazzina, egocentrica, eccitante e sì, spesso sciocca ed oca».
Lei pensa di essere davvero così?
«Quello che penso di essere io mm... vediamo direi di no! Questo è ciò che pensa la gente di me, quello che io ho sempre voluto che pensasse».
Si spieghi meglio.
«Alla gente, negli anni 40', interessava ben poco chi fossi. Mi è stato sempre insegnato come dovevo apparire, non certo di essere me stessa. Non sarei stata congeniale ai produttori. Chi avrebbe ingaggiato una ragazza giovane, senza esperienza, ma con tanta voglia di imparare, intelligente, priva di raccomandazioni, insicura di sé e... fragile? Mi creda nessuno! Togliere i veli e posare nuda mi ha reso famosa, non certo aver scritto un libro. Non basta andare a letto per diventare una star... "Ci vuole di più, molto di più. Però aiuta. Un sacco di attrici hanno avuto la loro prima occasione grazie a quello. Gran parte degli uomini sono talmente orribili.."».
Il tono della sua voce diviene fioco, malinconico.
Dal tono di voce, sembra abbia sofferto tanto...
«La mia vita non è mai stata facile. La mancanza della figura paterna, le mancate attenzioni di mia madre, la malattia di mia mamma, l'orfanotrofio, gli abusi subiti fin da bambina. "Quando ero piccola, nessuno mi diceva mai che ero carina; bisognerebbe dirlo a tutte le ragazzine, anche se non lo sono"».
Spunta un sorriso amaro sul viso della bellissima attrice ed una lacrima riga il suo volto. Dopo qualche minuto di silenzio riprendiamo a parlare..
Era così interessata a diventare una stella per via dei soldi, del successo, del potere?
«"Non ero interessata al denaro. Volevo solo essere meravigliosa, divina, immortale". Mi piaceva l'idea di essere amata dal pubblico, solo di essere amata e basta. Volevo essere felice. "Non sono stata abituata alla felicità: è qualcosa che non ho mai dato per scontato, ma pensavo che sarebbe arrivata con il matrimonio". Invece, non è stato così. Non lo fui mai».
Sembra una donna così fragile! Stentiamo a riconoscerla Miss Marilyn!
«Forse perché io sono realmente così! Chi mi ha conosciuto davvero sapeva della mia immensa fragilità ed insicurezza. Howard Hawks una volta disse: "La Monroe era terrorizzata di entrare in scena, perchè aveva un complesso d'inferiorità tremendo. Aveva paura, tutto qui: paura di non farcela". E questa era una paura reale, concreta. Invece, un mio ex marito, Arthur Miller, una volta parlando di quello che solitamente la gente pensa di me disse: "Pensavano che fosse carina, che fosse sexy, e morta lì. E lo era infatti. Ma era anche una persona reale, molto reale. Qui c'è un elemento di cecità. La sua bellezza accecava molti." Io ho giocato molto su questa mia bellezza, per essere amata e acclamata. Non potevo fare altro».
Marilyn, crede di essere una donna felice?
«Vorrei essere felice. Ma chi lo è? Chi è felice?»
Questa sua ultima risposta ci turba ancor di più e rimaniamo in silenzio.
Nel frattempo, Marilyn si alza dalla panchina, ci saluta sorridendo e si allontana con il suo ondeggiare verso un viale alberato, intonando dolcemente I wanna be loved by you e svanisce nel nulla..
Fonte foto:http://glamourmarmalade.blogspot.com/2011_01_01_archive.html
Fonte:it.wikiquote.org
Veronica Li Vecchi
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La fragile Marilyn













