La redazione di Oggimedia ha avuto la fortuna di incontrare Fabrizio (Faber) De André in una delle sue passeggiate genovesi. Etichettato banalmente sotto la voce "cantautori italiani", De André, in realtà, è stato ben altro, scrivendo il suo nome tra i grandi del secondo novecento italiano. Faber, così denominato, con le sue canzoni ha avuto l'indiscutibile merito di avvicinare le masse verso importanti temi sociali.
Proponendo una visione del mondo mai scontata, ma elaborata e virtuosa, De André ha regalato alla musica storie e personaggi divenuti ormai leggenda. Armatosi di chitarra, l'artista ha concesso un'intervista in esclusiva ad Oggimedia. Faber ha voluto porre una sola condizione: rispondere alle nostre domande cantando le sue canzoni. Gioco che abbiamo accolto con grande entusiasmo.
Faber, nel 2011 l'organizzazione non governativa Freedom House ha definito nel suo rapporto annuale l'Italia come un paese semilibero. Cosa ne pensa lei della libertà di stampa e di parola?
«Libertà, l'ho vista dormire nei campi coltivati. A cielo e denaro a cielo ed amore, protetta da un filo spinato. Libertà l'ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato. Per un fruscio di ragazze a un ballo, per un compagno ubriaco».
In questi ultimi mesi il popolo italiano è sceso in piazza a manifestare tutto il suo disagio. Dal Nord al Sud gli italiani risentono della crisi economica, ritenendo inique molte delle soluzioni previste dallo Stato. Cosa ha da dire lei a chi si finge sordo davanti a tutto questo?
«Se vi siete detti non sta succedendo niente, le fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente. Convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco, provate pure a credervi assolti siete lo stesso coinvolti».
Cosa pensava quando la parola "escort" era al centro del dibattito politico italiano?
«E' mai possibile, o porco di un cane, che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane. Anche sul prezzo c'è poi da ridire, ben mi ricordo che pria di partire v'eran tariffe inferiori alle tre mila lire».
Secondo alcuni dati statistici l'Italia rischia l'allarme gioco d'azzardo. Che esperienza ha di tutto ciò?
«Per quella candida vecchia Contessa che non si muove più dal mio letto, per estirparmi l'insana promessa di riservarle i miei numeri al lotto, non vedo l'ora di andar fra i dannati per riferirglieli tutti sbagliati».
Ed infine, quale strada bisogna seguire in questo pazzo mondo?
«C'è amore un pò per tutti, e tutti quanti hanno un amore sulla cattiva strada».
E continuando a cantare la sua "cattiva strada" Fabrizio De André ci saluta e incomincia ad allontanarsi. Gli chiediamo di porgere i nostri omaggi all'amico Luigi Tenco, con la speranza un giorno di poter incontrare anche lui.
Faber annuisce e riprende il suo cammino. Da lontano ci chiede se abbiamo per caso una stecca di sigarette perché, dove si trova lui, non ce ne sono molte. Cerchiamo nel taschino della giacca il pacchetto ma quando alziamo la testa Fabrizio è già scomparso.
Ci manchi poeta!
Fonte foto:lintervista.it
URL foto:www.lintervista.it/wp-content/uploads/2011/11/fabrizio-de-andre.jpeg
Fonte testi canzoni De André:www.viadelcampo.com
Antonio Michele Paladino
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Intervista a De André. Un sogno divenuto realtà













