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Intervista impossibile al 2011: tra passato e presente

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I numeri sono numeri, c'è chi ci crede e c'è chi no. Ma il 2011 non è un semplice numero ma un involucro fatto di altri numeri, 365 giorni, 52 settimane e12 mesi, per non contare le ore, i minuti, i secondi, gli attimi... ai lettori di Oggimedia proporremo un'intervista speciale, insolita ma necessaria per poter capire cosa abbiamo vissuto e cosa dovremmo vivere...

Benvenuto 2011, innanzitutto vorremmo salutarla, è un immenso piacere poter parlare con lei... In molti dicono che è stato un anno molto difficile, tra crisi economiche e politiche... lei che ne pensa?

«Ciò che credo è che la crisi maggiore non è solamente economica o politica ma soprattutto culturale... Viviamo in un paese egoista dove le massime cariche governative pensano a riscaldare la loro poltrona piuttosto che agire... Ciò che manca all'Italia è questo, l'assoluta mancanza di azione, abbiamo paura e ci accontentiamo di quello che ci viene offerto, senza lottare».

Scusi se dissentiamo da questo, ma le varie manifestazioni svolte non fanno parte dell'agire umano?

«Si ed ammiro chi lo fa... ma il problema e che rimangono lotte isolate, calpestate da atti violenti che portano all'eliminazione del loro significato. Dovremmo essere tutti a rimboccarci le maniche, a dire la propria e non i soliti ragazzi che faticano a farsi ascoltare. Le nuove generazioni, tanto criticate, sono un immenso patrimonio che l'Italia possiede, hanno voglia di fare ma non vengono mai ascoltati perchè le loro azioni fanno paura a chi non tollera i cambiamenti. Cambiando discorso, quest'anno è stato un'anno colpito da catastrofi naturali: tsunami, alluvioni, terremoti, incendi, hanno calpestato l'intero pianeta..».

Le catastrofi naturali sono degli eventi che l'uomo non può controllare... la nutura vince sull'uomo, si ribella alla sua innata voglia di conquista e queste sono le conseguenze... Ciò che dovremmo chiederci è se è giusto colludersi per la costruzione di case in territori a rischio se poi è lo stesso l'uomo a pagare?

«Il male e il bene fatto ritorna sempre indietro. Un'evento molto importante da ricordare è stata l'uccisione di Osama Bin Laden... Come dicevo prima, il male fatto prima o poi ritorna sempre indietro. Nonostante i mille filmati proiettati dai media, c'è chi ancora non ci crede ma che queste dicerie siano infondate... Bin Laden è stato il più grande terrorista della storia è la sua morte, senza alcun velo di ipocrisia, è stata necessaria».

Quest'anno è stato anche un anno romantico, il matrimonio del principe William e Kate Middleton, Alberto di Monaco e Charlene Wittstock...

«Sono romantico, sognatore, capace dsi commuoversi di fronte ai sentimenti, soprattutto davanti all'amore. Il matrimonio tra il principe William e Kate è stato quello che mi ha colpito di più... lei mi ricorda molto Lady D.... credo molto nella loro storia».

Cosa ne pensa della beatificazione di Giovanni Paolo II?

«Emozionante. Ero lì, in piazza San Pietro, insieme a quel migliaio di fedeli, di tutte le razze, e perchè no, di tutte le religioni. Giovanni Paolo II prima di essere papa è stato uomo, un uomo capace di dialogare con tutti, mussulmani, ebraici, induisti... tutti. È stato il papa dei giovani, con il suo linguaggio semplice è stato capace di avvicinarli a Dio. È stato capace di utilizzare i media per far arrivare al mondo il suo messaggio evangelico. Spero che le pratiche di santificazione non tardino ad arrivare».

Infine lo sport, da i trionfi di Federica Pellegrini alla tragica morte di Marco Simoncelli...

«Già, eventi che hanno segnato l'Italia, sia in bene che in male... La Pellegrini è una di quelle dive degli anni passati, capace di far accendere su di se i riflettori dei media, non solo per le sue grandi capacità sportive ma anche per il suo carattere, straordinario ed affascinante... Marco Simoncelli, un ragazzo comune, guascone ed allegro, educato da una famiglia speciale che gli ha insegnato ad essere, nelle sua semplicità, speciale...»

Cosa pensa di chi dice che nel 2012 il mondo cesserà di esistere?

«Che è una grandissima cretinata... I maya non parlavano di fine ma di rinascita, ma la rinascita non deve essere necessariamente qualcosa di negativo, anzi... io credo in questo».

365 giorni se ne sono andati, tra ricordi, rimpianti e gioie vissute... cosa si aspetta dal 2012?

«Maggior fermezza nel difendere le nostre idee, voglia di agire di essere partecipi e non semplici spettatori di un Italia che va a rotoli. Vorrei che i giovani continuino a sperare, perchè i sogni sono stelle accese, punti fermi a cui aggrapparsi. Buon anno nuovo!»

Fonte Foto:iccita.it

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Lorena Motta