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A tu per tu con la befana

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La redazione di Oggimedia ha il piacere di proporre ai suoi lettori un'intervista in eclusiva con il mitico personaggio delle favole, noto ai grandi e bambini, la Befana in persona, che, a sorpresa, troviamo aggirarsi un po' smarrita e a bassa quota per le strade di Catania.

Befana ma sei proprio tu?

«Beh.. ti sembra che io possa mai essere Babbo Natale? Certo che sono io! E poi con un tenero vernacolare, che riconosco subito comprensibile, aggiunge quasi infastidita: Ma scusa, appoi, nà vidi a scupa».(ma scusa non ti sei accorta della mia scopa, ndr)

Cosa ci fai qui?

«Il mio "jerry jerry" si è guastato, ed ho perso l'orientamento».

Jerry Jerry? Cos'è?

«Voi esseri appartenenti alla nuova generazione avete il "Tom Tom", il navigatore satellitare. Io ho il "Jerry Jerry" che da secoli mi permette di raggiungere le case dei bambini. Senza di lui sono perduta».

Facciamo un patto. Io provvedo a sistemare il tuo misterioso aggeggio, e in cambio tu mi concederai un'intervista a nome della redazione di Oggimedia.

«Ci sto».

Bene befana, anzitutto buone feste! Perdonaci, ma vorremmo iniziare questa intervista togliendoci una curiosità. Come ti chiami in realtà?

«Ma è logico! Mi chiamo Epifania. Il mio nome ha origini greche, e vuol dire apparizione divina».

Ci racconti un po' di te? Del motivo che ti spinge ogni anno a portare doni ai bambini?

«Certamente. Tanti anni fa, quando Gesù bambino venne al mondo, bussarono alla mia porta i tre re magi, Gaspare, Baldassarre e Melchiorre, chiedendomi se volevo unirmi a loro nel portare i doni al nuovo erede. Io rifiutai e loro andarono via. Dopo un po', riflettendoci su, mi pentii di ciò che avevo fatto e mi decisi ad uscire per raggiungere i re magi. Ma era troppo tardi. Così mi misi a cercare casa per casa Gesù bambino, senza però trovarlo. Pensai così di portare un dono a tutti i bambini di ogni casa che visitavo. Da allora, il mio giro non ha mai trovato fine».

Facendo un po' di calcoli allora ... Non sei proprio quella che si direbbe una donna di primo pelo. Sei piuttosto ... come dire ... un pò in là con gli anni, anziana.

«Ehi Giovanotta, va bene che son vetusta ma vacci piano con le parole. Non avrò più vent'anni, ma ho pur sempre il mio fascino. Riscuoto ancora un discreto ed immutato successo, nonostante al giorno d'oggi le malelingue associno la mia figura ad una vecchia brutta e malmessa».

Non ne dubito befana. Non intendevo offenderti. Cambiamo argomento. Che rapporti intercorrono tra te e babbo natale? Da sempre si mormora sulla vostra relazione. Quanto c'è di vero in ciò che si dice?

«Il nostro è da sempre un amore platonico. Purtroppo lui vive al polo nord, ed io al polo sud. Capirai da te che non è facile vederci di persona. E poi ti dirò ... invecchiando "babbo" ha assunto una fisionomia troppo corpulenta per i miei gusti, a me piacciono di più i tipi come George Clooney, beata Canalis! Ritornando a Babbo Natale, invece, posso dirti che quello che ci accomuna ormai è solo un affetto che dura da anni e il fatto di rendere il natale più bello a tutti bambini. Anche se, chissà ... magari un giorno, se mai deciderà di mettersi in pensione, potrebbe venire da me e qualcosa di più concreto potrebbe nascere, magari mi prende alla distanza ma solo per stanchezza. Non ce limite alla provvidenza ...»

Sei a conoscenza del fatto che esiste una filastrocca in merito a te che recita: la befana vien di notte con le scarpe tutte rotte? Anche questa è solo una diceria o è vera?

«Questo è vero. Le mie suole sono sempre più rotte e bucate ogni anno che passa, sai la crisi colpisce tutti, anche me. Prima o poi finirà che rimarrò scalza».

Ma perché sono rotte?

«Perché come tutti sanno, io viaggio a cavallo di una scopa. Quando arrivo vicino alle case dove devo fermarmi, poggio i piedi per terra per frenare. Col passare degli anni le suole sono andate così consumandosi, ma in effetti, ora che ci penso, potrei sostituire la scarpe con dei pattini, tra l'altro l'atterraggio sarebbe pure più morbido, non trovi?»

Ma non potresti semplicemente comprarne un altro paio?

«E perché mai? Io le trovo molto comode anche se consumate. Ogni volta che le indosso è come se ci fosse un pezzo di vita di ogni bambino a cui ho portato i doni. Oltretutto non mi converrebbe comprare delle scarpe nuove. Finirebbero col rompersi anche quelle prima o poi, ed allora sarebbe stata una spesa inutile. Spero di non sembrarti troppo con il "braccino corto", ma, purtroppo, anche noi dobbiamo stare attenti alle nostre spesucce».

Non potresti scrivere la letterina al tuo amico "babbo" e fartele regalare per natale?

«Non lo farei mai. Ho troppa paura dei suoi gusti. E se poi si presentasse con un paio di scarpe col tacco a spillo? Sarei rovinata!»

Per quanto riguarda la scopa, invece, non so se ne sei al corrente, ma hanno inventato mezzi di trasporto molto più all'avanguardia e comodi. Che ne pensi per esempio di uno scooter?

«Tesorino, sono ben consapevole che il mondo è andato avanti, ma vista la mia età la legge non mi consente di prendere la patente. E poi te la immagini una befana in sella ad uno scooter? Perderei la mia romantica reputazione di viaggiatrice! E poi scusa si dovrebbe anche cambiare la filastrocca che hai intonato prima, niente niente dai troppi traffici, "stamuni cù l'onore cà ciavemu", (restiamo con l'onore che possediamo fino ad ora, ndr - ops perdonami ogni tanto mi scappa il dialetto».

Anche qui in effetti devo darti ragione. Perdonami, sono alle prime armi e a volte commetto qualche errore. Spero non mi punirai portandomi il carbone. A proposito, da dove prendi tutti i dolci e il carbone per le consegne?

«I dolci li prendo da un fidato grossista del polo sud che da sempre applica uno sconto speciale ai miei acquisti. Il carbone, invece, lo produco io bruciando dei truciolati che trovo vicino al mio terreno. Per quanto riguarda te non preoccuparti. Non porto mai carbone agli adulti. Una volta ho provato, ma loro l'hanno interpretato come un premio, utilizzandolo per arrostire carne e salsicce. I grandi sono duri di comprendonio. Non recepiscono mai il vero messaggio delle cose».

Un ultima domanda befana, anzi visto che siamo ormai in confidenza ti chiamo "Befy": da cosa deriva l'usanza di lasciare i doni nelle calze e non ad esempio in qualsivoglia contenitore?

«Perché la stoffa è un materiale che può modellarsi e quindi si può riempire di più rispetto ad altri. Anche se c'è sempre il furbo di turno che appende al camino i collant della nonna per farvi entrare più dolci. Ma a me fa comunque piacere riempire di doni le case dei miei bambini. Loro mi aspettano con ansia ogni anno, e non vorrei mai rimanessero delusi».

Bene befana, come promesso, eccoti il tuo navigatore satellitare di nuovo pronto all'uso. Era semplicemente scarico. Ho utilizzato il carica batterie del Tom Tom. La redazione di Oggimedia ti ringrazia e ti aspetta con il camino acceso nei prossimi giorni. Vedi un po' tu come regolarti...

«Ci penserò. Adesso scusami, ma devo scappareeee ... Voloooooooo!».

Fonte immagine: http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/gifbefane/gifbefane.htm

Roberta Tomaselli