Dialogo affettuoso col “Sommo Poeta”, il cui messaggio, nonostante i secoli trascorsi, risulta ancora di grande attualità
Il più grande poeta di tutti i tempi, l’autore di uno dei più grandi capolavori della Letteratura mondiale, che ci ha descritto tutto di questa vita e dell’altra, che ci hanno “obbligato” a leggere ed interpretare… conosciamolo in maniera insolita, scoprendolo meno lontano dalla nostra quotidianità.
- Sommo Poeta, ci confidi senza imbarazzo, era proprio andato fuori di testa per la “gentilissima” Beatrice, non è vero? Eppure alcuni hanno messo in dubbio persino che si trattasse di una donna realmente esistita…
(Il Poeta sospira e ci comunica subito con lo sguardo il suo sconvolgimento interiore). «Eh… altro che se è esistita, la gloriosa donna de la mia mente! Beatrice rappresenta un riscatto di quanto di negativo c’è nell’esistenza. Dopo aver scritto la Vita nova, a lei dedicata, ho assunto il proposito di scrivere di lei quello che mai non fue detto d’alcuna e nella Commedia la mia gentilissima, pur rimanendo una creatura mortale, si trasforma in una creatura salvifica
- A proposito della Commedia, in quest’opera lei si è attribuito il compito di valutare le esistenze degli uomini in rapporto al Bene e al Male, presentando al lettore gli effetti del giudizio di Dio. Non le sembra un tantino audace questa sua pretesa?
«Per favore, non la definisca “audace pretesa”, non pretendo di formulare giudizi perentori sul comportamento degli uomini. Sono stato condannato ingiustamente all’esilio e ho pagato duramente il mio rifiuto di ogni compromesso… Il mio è piuttosto un riscatto simbolico delle ingiustizie subite, attraverso un appello al giudizio divino».
- Certo, comprendiamo perfettamente. Ma non faccia il modesto... è risaputo che lo ha sempre accompagnato la convinzione di essere stato investito da Dio della missione di indicare agli uomini la via della salvezza…
«Certo, è appunto per questo che ho intrapreso il viaggio nei tre regni dell’oltretomba e, una volta tornato sulla terra, ho portato a compimento la mia missione attraverso la stesura del poema».
- Cosa pensa del destino individuale di ogni persona?
«Come altri pensatori del Medioevo, sono convinto che il destino individuale sia determinato non solo dalle scelte soggettive, ma anche dalla situazione storica generale. Considerato il punto di traviamento e di corruzione in cui spesso si giunge, credo sia indispensabile tener sempre presente la cagion che il mondo ha fatto reo».
- Intende dire la ragione del traviamento del genere umano?
«Tal intendo. Il mondo è infatti corrotto, diserto d’ogni virtude e di malizia gravido e coverto».
- E quale, secondo lei, è la ragione?
«Vede, le due maggiori guide dell’umanità, gli imperatori e i papi, hanno deviato dai loro compiti. I primi perché non hanno svolto il loro ruolo di arbitri sul piano politico e i secondi per l’eccessivo attaccamento ai beni terreni, che li spinge a volersi sostituire agli imperatori, con un effetto di corruzione esteso all’intera Chiesa».
- Beh, in un certo senso, qualcosa di simile continua ad accadere anche al giorno d’oggi.. E sono trascorsi più di 700 anni.. Cosa ha da dire sul nostro presente? Le piacerebbe vivere nella nostra epoca ?
« In effetti a volte ho l’impressione di essere mancato solo per poco… certo, la mentalità non è più quella medievale ma anni di storia non sono serviti a correggere certe storture. L’umanità ha sempre più bisogno di essere guidata. La pace e l’unità del mondo devono essere garantite per tutti»
Come non darle ragione… il messaggio contenuto nel suo Poema è ancora estremamente attuale, celebra valori universali ed eterni, rivendica la sicurezza di una giustizia infallibile, la pacifica convivenza umana, l’importanza del sapere e della conoscenza, l’aspirazione ad un’esistenza non condizionata dall’ansia del successo ad ogni costo… Per questo la sua Opera ha sempre trovato lettori attenti e partecipi nelle epoche storiche segnate da instabilità e disorientamento come quella attuale.
Grazie, Sommo Poeta, dovremmo leggerla con rinnovato interesse, considerando la sua esperienza personale più simile alla nostra.
Venera Tripoli
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