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Ricordando Giovanni Paolo II nel quinto anniversario della sua morte

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Cinque anni fa, a 85 anni ed in odor di santità, si spense Karol Wojtyla, il 263° successore di Pietro. Tutto il mondo pianse la dolorosa scomparsa, del Santo Padre Giovanni Paolo II, un uomo che per anni visse il dramma della violenza e il peso della sofferenza e che con fede fu sempre testimone di speranza e di pace. Papa che ha lasciato un segno indelebile nel nostro secolo, ricordato soprattutto dai giovani, i "papaboys", che lo hanno seguito ovunque e che in lui hanno trovato un vero padre e una vera guida e da migliaia di fedeli che da tutto il mondo si sono raccolti davanti alla Basilica di San Pietro per ascoltarlo durante l’Angelus.
Interprete dei desideri più profondi del cuore, l’indimenticabile Papa polacco, nell’ottobre del 2005 avrebbe compiuto 27 anni di pontificato. In giovane età, Karol Wojtyla, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò l’Università Jagellònica e il Seminario Maggiore Clandestino di Cracovia, e proprio lì nel 1946 fu ordinato sacerdote. Successivamente nel 1948 conseguì il dottorato in teologia con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce. Il 4 luglio 1958, Papa Pio XII lo nominò Vescovo di Ombi. Dopo due anni, il 13 gennaio 1964, seguì la nomina di Arcivescovo di Cracovia e il 26 giugno 1967 di Cardinale da Papa Paolo VI. In data 16 ottobre 1978, Wojtyla, fu eletto Papa, prendendo il nome di Giovanni Paolo II.
Dall’inizio del suo pontificato questo coraggioso e tenerissimo uomo, ha compiuto circa 235 viaggi e non si è mai stancato di comunicare la Parola del Signore, creando sempre un dialogo coi massimi esponenti delle altre religioni per una maggiore convivenza tra i popoli. Di fronte all’individualismo e ad interessi egoistici, ha posto sempre la dignità della persona umana in ogni momento della sua esistenza, annunciando instancabilmente la pace, quella più vera che passa dalla giustizia, dinanzi ad un’umanità spesso intorpidita e confusa che dimentica il vero senso della vita. L’Italia e il mondo gli sono riconoscenti per il servizio svolto e dopo cinque anni dalla sua scomparsa continuano a ricordarlo con immutato affetto; il suo sorriso rimarrà sempre vivo nei cuori di tutti e soprattutto in chi ha avuto il privilegio di conoscere le sue qualità di uomo buono e giusto.
Ciao Karol!
Annelise Cutrona