Essere regine nell’Inghilterra dell’età moderna non sarà stato certo una passeggiata, soprattutto se il re in questione si chiamava Enrico VIII. Per non avere dato un figlio maschio, Caterina d’Aragona finì ripudiata e la seconda, Anna Bolena, addirittura decapitata.
Non fu neppure una passeggiata alla corte di Versailles per Maria Antonietta che, non riuscendo a ottenere la simpatia del popolo e neppure del consorte, si rifugiava nella frivolezza di corte, causando dicerie sul suo conto fomentate da vari libelli scandalistici. Famoso fu lo scandalo della collana che causò, all’innocente regina, l’accusa di spendere e spandere e non curarsi del popolo. Non tutti sanno che le ultime parole della donna furono: pronunciate dopo aver calpestato involontariamente il piede del suo boia.
Una delle più amate forse resta l’imperatrice Sissi, al secolo Elisabetta II. Anoressica e ossessionata dal suo aspetto, sorrideva senza far vedere i denti perché complessata dal proprio sorriso; combatté una lunga lotta contro la suocera per l’educazione dei figli e passò la sua vecchiaia lontano dal consorte, soprattutto dopo il suicidio del figlio. Morì accoltellata dall’anarchico italiano Luigi Lucheni.
Finiamo la nostra carrellata di regine tristi con l’icona contemporanea delle principesse: Lady Diana. Un matrimonio da favola ed un marito che ama un’altra, un mondo che non le appartiene, problemi con il cibo, i giornali che la amano ma non la lasciano in pace. Poi il divorzio, altri uomini e paparazzi che la rincorrono sino a quella tragica notte di agosto. La sua morte rimane un mistero: tragica fatalità, complotto o omicidio ? Chissà, forse non si saprà mai e resterà una legenda. Ma, in fondo, chi, delle tante citate, non è circondata da un alone di mistero.
Samanta Giambarresi
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Oh mia triste regina!













