Maestro Chiarenza, lei è un artigiano muratore, da dove nasce la voglia, o potremo anche ben dire la sua esigenza, di interpretare ogni anno la rappresentazione del presepe, che peraltro risulta essere, col passare del tempo, sempre più ricco e maestoso nel suo aspetto?
13 anni fa fui colpito da una grave malattia ad un arto inferiore, che mi costrinse ad una lunga convalescenza ed immobilità in casa e fu lì che, quasi rapito ed illuminato, come l’apostolo Paolo sulla via di damasco, da una sapienza e maestria riservata solo ad un eletto, che peraltro neanche immaginavo di possedere, iniziai il mio personale cammino di fede, che certamente già albergava nei miei più reconditi pensieri, cominciando a costruire quasi ossessivamente rappresentazioni di presepi di ogni tipo.
Come mai i suoi presepi si trasformano, mutano e diventano sempre più fastosi?
All’inizio costruivo solo piccole rappresentazioni ma poi, con l’esperienza maturata sul campo, se pur sempre da autodidatta, cominciai a crearne sempre di più grandi, fino ad arrivare a costruirne uno di circa 30 Mq in pietra lavica, nel lontano 1998, che fu poi esposto all’interno della chiesa madre di San Giovanni La Punta.
Quanti sono, usualmente, i personaggi che prendono vita all’interno dei suoi presepi?
Mi avvalgo, complessivamente, di circa 40 elementi, di cui 15 con un loro movimento autonomo ed il restante in posa fissa.
Li costruisce personalmente o più semplicemente li acquista?
Quelli in movimento sono acquistati in negozi specializzati nel settore natalizio, mentre gli altri li realizzo personalmente, insieme ad ogni altro piccolo particolare dell’intera opera.
Di che tipo di materiali si avvale per la costruzione delle sue opere artistiche?
Utilizzo, come anticamente si faceva, materiali rustici come la terracotta, l’argilla, il sughero, il gesso e molti cespugli o rami secchi di Timo, ma anche materiali più contemporanei come, ad esempio, il polistirolo.
Vista la grandezza, decisamente imponente, dei suoi prodotti artigianali, di solito lavora da solo o impiega collaboratori esterni?
Proprio a causa delle mie condizioni fisiche, e di una gamba a volte non troppo in accordo con le voglie e le mie forze fisiche, che a tutt’oggi peraltro ben mi supportano, sono purtroppo costretto ad avere almeno un collaboratore per ogni opera.
Quanto tempo impiega, abitualmente, per la definitiva conclusione dei suoi preziosi manufatti?
Vista l’esperienza maturata nel corso degli anni della mia attività, ma soprattutto passione, riesco ormai a realizzare un’opera di circa 20 Mq, come nel caso del presepe attualmente esposto nel centro commerciale de “Le Ginestre” a Tremestieri Etneo, in un tempo limite di 18 ore, se pur avvalendomi, come nel suddetto caso, del supporto di 4 collaboratori.
Dove possiamo ammirare, durante queste festività natalizie, altre rappresentazioni dei suoi presepi?
Come già detto, il primo si trova esposto al centro commerciale de “Le Ginestre”, e per questo mi corre d’obbligo ringraziare la resp. dott.ssa Resina, mentre l’altro può essere visitabile presso il Bar Oasi di Tremestieri Etneo, all’ombra della magica atmosfera dell’antica chiesa madre, grazie alla fiducia accordatami, ormai da qualche anno, dall’amico Alfio Lombardo titolare del locale.
Ritiene che quest’antica tradizione possa coinvolgere ed esser un giorno tramandata a suoi collaboratori o ad altri componenti della sua famiglia?
Mi auguro, e lo spero davvero con tutto il cuore, che soprattutto i miei figli, Alfio e Giuseppe, che spesso mi caldeggiano nelle mie ardue imprese, possano un giorno davvero appassionarsi e portare avanti questa mia nobile arte, tanto tipica e tradizionale del periodo natalizio.
Marco Lombardo
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Il “signor” presepe 2009 













