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Guerra ai paparazzi, i VIP chiedono maggiore privacy

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paparazzo
Il caso Pandolfi è l'ultima puntata di una situazione ormai al limite della sopportazione. Difficilmente l'interprete di "Distretto di Polizia" dimenticherà l'aggressione subita dal fotografo Terranova : il tutto per convincere l'attrice a farsi fotografare sotto casa sua. Tralasciamo la dinamica dell'accaduto (ma una riflessione bisogna pur farla: è lecito lavorare con macchina fotografica, pistola elettrica e spray al peperoncino al seguito?) e proviamo a dare qualche giudizio in merito al turbolento rapporto tra VIP e paparazzi.
Innanzitutto la figura del paparazzo nel corso degli anni si è evoluta diventando l'ancora di salvezza per i molti settimanali pubblicati in Italia. Sono lontani i tempi in cui i paparazzi, nella celebre "dolce vita", andavano in giro con una Vespa alla ricerca di personaggi famosi da immortalare per il piacere di lavorare e per essere protagonisti, diventando così "uno di loro". Oggi è tutto diverso: regna l'interesse per il vil dio Denaro, uno scatto (secondo i casi e i contesti) può essere una gallina dalle uova d'oro per le tante agenzie di paparazzi. Basti pensare che uno dei personaggi del momento al centro delle cronache mondane, Fabrizio Corona, è stato uno dei paparazzi più temuti e ha subito numerosi processi per minacce ai danni di molti VIP. Il metodo è sempre lo stesso: una foto compromettente, telefonate al miglior giornale offerente e pubblicazione.

Dal canto loro, esistono due categorie di VIP: quelli che devono sempre e comunque apparire per raggiungere fama (come non citare l'onnipresente Cristina Dal Basso, la maggiorata ex gieffina che si fa sempre paparazzare con diversi manager pur di mantenere un briciolo di popolarità) e chi difende allo stremo la propria privacy. Consideriamo questi ultimi: coloro che per un motivo o per un altro sono famosi per il loro talento (per esempio come nel caso di un cantante o di un calciatore) o per il ruolo che rivestono (in primis politici) sanno bene che il maggiore rischio della loro carriera è rappresentato dalla troppa esposizione mediatica. Molti sono convinti poi che basta appostare qualcuno della security all'ingresso di casa e il problema è risolto. I paparazzi giocano il tutto per tutto pur di fotografare il politico di turno con l'amante o un bel topless di un'attrice famosa. E gli scandali sono assicurati.

Così serpeggia un certo malumore: molti personaggi pubblici non riescono a vivere liberamente la loro vita. Non bisogna mai dimenticare che prima di tutto sono uomini o donne con pregi e difetti, interessi e fobie, proprio come noi "comuni mortali". Lo show-business però impone di essere sempre al centro dell'attenzione, e i paparazzi, ed i giornali approfittano di questo. Viene così meno il rispetto per la persona (piuttosto che per il personaggio). Ci si può sempre appellare allo stalking e ad altri reati, ma il rischio che gli impavidi paparazzi la passino sempre liscia.

A questo punto ci si chiede: e se un giorno ci fosse in Italia un caso simile a quello della Principessa Diana Spencer, morta in un incidente automobilistico nel 1997 con il compagno Dodi Al Fayed dopo essere stata inseguita da paparazzi senza scrupoli? Magari sarà un'esagerazione, ma quando ci sono in ballo tanti soldi, tutto può diventare pericolosamente possibile. E a questo punto, bisognerebbe chiedere alle tante lettrici affamate di pettegolezzo, se vale proprio la pena leggere le riviste mentre si aspetta il proprio turno dal parrucchiere...

Pasqualino D'Amico