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Parco Villa Angeletti di Bologna: Tutti in piedi!

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Serena Dandini e Vauro Senesi presentano "Signori entra il lavoro"; serata dedicata all'anniversario dei 110 anni della Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici).

Dopo l'uscita dai palinsesti Rai di Annozero, programma socio-politico condotto da Michele Santoro su Rai 2, Tutti in piedi, nuovo show televisivo trasmesso nella serata del 17 giugno sul canale indipendente Current di Sky, viene sperimentato dal "gruppo dei Santorini" per la festa dei 110 anni dell'organizzazione sindacale Fiom, continuando così, a dare libero spazio ai disagi del popolo italiano.

Ascoltati ed applauditi da migliaia di spettatori distribuiti tutti intorno al palcoscenico, montato sul verde prato di Villa Angeletti, giovani ricercatori universitari, studenti, insegnanti, lavoratori della Fiom, immigrati, cassaintegrati, prendono liberamente la parola, urlando il dramma dei loro pseudo-contratti, il diritto allo studio, il diritto al lavoro, il diritto a vivere degnamente e dignitosamente, il diritto ad avere i permessi di soggiorno, dopo anni di lavoro nel nostro paese.

Intervengono liberamente i lavoratori che, vivendo nel limbo del precariato, chiedono sicurezza nei posti di lavoro, continuità di reddito, dignità nel lavoro; sono precari trascurati e disprezzati dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta che, proprio nei giorni scorsi, ospite nel Convegno Nazionale dell'Innovazione, ha girato le spalle ad alcuni contestatori, apostrofando loro: "Siete la parte peggiore dell'Italia, con voi non parlo".

Nel corso della serata si avvicenda un tam tam sempre più incisivo di interventi e graffianti testimonianze; si distinguono anche quelli di Marco Travaglio, di Antonio Ingroia, giudice della procura di Palermo, del segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini che, emozionato di fronte a così tanta gente, dà rilievo alla democrazia nelle fabbriche per decidere tutti insieme affinché i lavoratori possano finalmente avere un legittimo valore sociale e lavorativo: "si vota per le primarie- afferma - si vota per i referendum e perché non si può votare anche in fabbrica? Sono gli operai che creano la ricchezza nel nostro paese, sono gli operai il motore del nostro paese" ed infine conclude: "chiedo ai giovani di partecipare, con indignazione, alla lotta per i propri diritti".

La sorpresa, tanto agognata per tutta la serata, è la brillante partecipazione di Roberto Benigni; osannato dalla folla, sale sul palco e, accanto a Michele Santoro, inizia con i versi di Arthur Rimbaud (poeta francese dell'Ottocento): "tutti coloro la cui schiena è arsa da un sole feroce, con la fronte che scoppia in un lavoro infame, giù il cappello, perché questi sono i veri e i migliori uomini". Benigni continua il suo intervento dichiarando che: "Il lavoro è un servizio divino, il diritto al lavoro è una cosa sacra e ogni legge che attenti al lavoro è un sacrilegio" ed infine, conclude: "amare il proprio lavoro dovrebbe essere ciò che dobbiamo fare per i nostri figli è la base su cui fondare la nostra futura società, con la coscienza orgogliosa di essere utili".

Una serata ricca di suggestive dichiarazioni, di eclatanti realtà tutte sinuosamente intercalate tra le note musicali dei Subsonica, Daniele Silvestri e Teresa De Sio.

Una serata indimenticabile per le emozioni e per le riflessioni che incisivamente hanno segnato la sensibilità di tutti i partecipanti all'evento attraverso la programmazione su Current, su alcuni siti web e nelle piazze di tante città italiane allestite di megaschermi.

Foto del redattore

Melania Costantino