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La cattiva morale del Grande Fratello

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Da adesso in poi potete chiamarlo "Grande Bestemmiatore". Oppure, visto che non tutti i concorrenti del reality più discusso d’Italia sono miscredenti, chiamatelo Grande Sporcaccione. Ma anche Grande Zoticone, Grande Ineducato, Grande Stressato, Grande Piagnone… Insomma, la verità è che dopo undici edizioni, la voglia di Grande Fratello sta cominciando, per una parte del pubblico, a diventare simile alla voglia di dissetarsi con un bicchiere d’olio di ricino.

Mai come quest’anno gli spettatori hanno assistito ad un festival di volgarità, bestemmie e di atteggiamenti fin troppo spinti. Coppie che scoppiano, che nascono, litigi ma anche grandi amicizie, personaggi destinati alla celebrazione mediatica e altri lasciati nel dimenticatoio: il Grande Fratello ci aveva abituato a trame studiate come nelle più classiche delle soap-opera attraverso la rappresentazione morbosa della realtà. Abbiamo visto molti partecipanti ma solo uno sparuto numero ha raggiunto davvero la notorietà cercando di rinnegare poi, a più riprese, il passato nel reality. E gli altri? Qualche comparsata nei talk-show (per fare numero o per formare il famigerato “trenino samba” di fine anno), qualche serata in discoteca e poi tutti a casa per tornare alla vita di prima. Cosa che accade sistematicamente per coloro che hanno preso parte alle ultime edizioni: che tenerezza vedere alcuni vincitori delle scorse edizioni nel disperato tentativo di elemosinare notorietà, in Rai piuttosto che in Mediaset, raccontando particolari misteriosi sulla sua vita privata.

Sono scesi in campo persino i politici e gli uomini di Chiesa (specie il “J’Accuse” dell’Avvenire) per cercare una volta per tutte di fare piazza pulita. Tentativo che in parte ha sortito degli effetti: quello di eliminare i tre bestemmiatori (Pietro Titone, Matteo Casnici e Massimo Schiattarella, quest’ultimo riammesso dopo la squalifica dell’anno scorso) e di richiamare formalmente i concorrenti ad assumere un linguaggio meno scurrile. Il Grande Fratello è diventato Grande Inquisitore e Alessia Marcuzzi difende gli autori accusati di istigare i concorrenti alla bestemmia. Nel frattempo però entrano come se nulla fosse altri sei concorrenti e per poco non entrava uno psicopatico armato di coltello bloccato in tempo dalla sicurezza. La crociata anti-reality è destinata a continuare, ma c’è da sottolineare che mediamente, dopo un inizio stentato, il Grande Fratello si è attestato ad una media di cinque milioni di spettatori. Ed è questo, alla fine, quello che conta: un ascolto bassissimo avrebbe di fatto chiuso la casa di Cinecittà.

A questo punto ci si chiede se gli spettatori del Grande Fratello siano sprovvisti di alternative in televisione o siano semplicemente attratti dalla morbosità. Sicuramente quest’aspetto fa molta differenza: il pubblico ama curiosare sulla vita degli altri (basti pensare ai continui tentativi d’incursione da parte del vicinato…), sapere per esempio se Davide tradisce Rosa e se Nando ha imparato bene il passato remoto del verbo essere. Il caso di Avetrana ha fatto scuola: tanti telespettatori sono rimasti incollati allo schermo per scoprire ogni particolare della vicenda. La verità è che il Grande Fratello ha una cattiva morale: quella di imporre una realtà dove regnano contemporaneamente la morbosità e l’ozio, dove un gruppo di persone dalle vite monotone sbarcano il lunario prendendosi il sole (d’inverno!), facendo la “mitica” gara di rutti e mostrando a più riprese le proprie armi di seduzione. Insomma, non proprio un bello spettacolo per chi invece lavora magari dieci ore per prendere due lire…

Si può fare a meno del Grande Fratello? Molte persone stanno cominciando a chiederselo. E’ innegabile che il Grande Fratello, specie nella prima edizione, sia stata una novità culturale. Con il passare del tempo, tante sono state le imitazioni, sia del format sia persino dei personaggi passati. E’venuto meno il tratto della genuinità che aveva contraddistinto i vari Pietro Taricone, Cristina Plevani, Marina La Rosa e Rocco Casalino. Il Grande Fratello andrà in pensione solamente quando il pubblico si stancherà di entrare nel meccanismo tentatore del format e quando le aziende smetteranno di puntare sul marchio GF per promuovere i propri brand. Perciò politici e religiosi, ma anche semplici cittadini desiderosi di pulizia nei media dovranno faticare moltissimo prima di realizzare il loro sogno di una televisione senza reality.

 

Foto: www.ilmiopensiero.forumcommunity.net

Pasqualino D’Amico