In scena all'auditoruim Giancarlo de Carlo del Monastero dei Benedettini la più famosa opera di Shönberg: Pierrot Lunaire
Un panorama barocco come sfondo per Shönberg. Lunedì 31 maggio, il Monastero dei Benedettini di Catania è stato il degno scenario di una serata musicale sulle note del compositore austriaco. Per l'evento, l'auditorium Giancarlo de Carlo della Facoltà di Lettere e Filosofia, si è trasformato in teatro ospitando la grande artista internazionale Anna Clementi, accompagnata dall'Offerta Musicale Ensemble diretta dal maestro Massimo Incardone. Lo spettacolo in questione è la più famosa opera di Arnold Shönberg, il Pierrot Lunaire op. 21, che mancava dalle scene catanesi da 17 anni. La rappresentazione della molteplicità delle facce di Pierrot è l'emblema dell'estetica di fin de siecle. Albert Giraud, primo autore accostatosi allo studio di questa maschera, si è ispirato quasi in tutti i suoi lavori alle figure della pantomima italiana (e in particolare a quella di Pierrot) che hanno subìto una totale contaminazione con le maschere francesi. Shönberg, però, durante la creazione del proprio spartito non tenne in considerazione i testi di Giraud ma la rielaborazione in tedesco di essi per opera di Otto Erich Hartleben. Nel 1912 Shönberg attraversava un periodo di crisi artistica e di mancanza d'ispirazione, fu una cantante a sollecitarlo e a stimolare quel blocco creativo alla fine del quale il musicista diede vita a questo fortunato componimento. Egli concentrò tutta la propria esperienza nella composizione del Pierrot uscendo dai canoni, senza seguire regole ma solo effettuando un'analisi introspettiva all'interno del proprio io attraverso una riflessione profonda, nostalgica e malinconica, che lo fa quasi entrare in simbiosi con Pierrot, ed è come se «il raggio di luna imprigionato dentro un cristallo» rappresentasse se stesso. Le caratteristiche di Pierrot (metamorfosi, fragilità, sconfitta, beffa) raccontate da versi in tedesco, che non vanno cantati ma recitati, sopra una melodia a tonalità sospesa, tecnica di difficile comprensione per un pubblico impreparato.L'esibizione della Clementi è stata esemplare per via della sua grande espressività e della sua esimia interpretazione. Pierrot Lunaire non punta alla durata ma all'intensità delle emozioni che provoca e in questo Anna Clementi è stata davvero brava, riuscendo a trasmettere al pubblico tutti i significati del testo. Sembrava quasi che Shönberg avesse ideato il suo Pierrot su misura per le doti di questa poliedrica artista capace di rivestire i molteplici ruoli come una sequenza di specchi infiniti. I compiti fondamentali dell'interprete sono l'impostazione di un timbro e la padronanza dell'idioma germanico perché è un repertorio che pone la parola e il contenuto al centro.
L'Associazione Musicale Etnea, che ha organizzato lo spettacolo in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia, ha inserito questo evento a capo del calendario della rassegna "Musica nei luoghi del barocco, nelle ville e nei giardini etnei". Il programma di sala, oltre al Pierrot Lunaire, comprendeva anche un omaggio a Louis Andriessen con l'estrazione di dodici dei venti brani di "The Memories of Roses". Un'altra dimensione musicale che quasi si oppone alla tradizione della scuola germanica ma che, paradossalmente, ha degli elementi in comune con Shönberg come l'utilizzo dell'amplificazione delle voci umane e l'esasperazione delle accentazioni ritmiche.
Il concerto si è concluso con un brano che ha spinto la carismatica Clementi a coinvolgere il pubblico con battiti di mani a tempo e cori che si aggregavano ai maestri dell'Offerta Musicale Ensemble.
Una intensa serata a conclusione di un'intera giornata fatta di arte e cultura, dopo un incontro (ideato dalla professoressa Graziella Seminara e coordinato dalla professoressa Maria Rosa De Luca) durato tutta la mattinata, presso l'auditorium G. de Carlo, all'interno del quale i vari relatori hanno analizzato lo spettacolo in tutti i suoi particolari «per favorire il rapporto del pubblico con le attività culturali ai fini di creare delle esperienze formative».
Pasqualina Scuto
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Pierrot: triste e malinconica musica













