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"Serata Roland Petit" a Teatro Massimo Bellini

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Danze celebri su musiche famose. La “Serata Roland Petit”, andata in scena dall’8 al 14 maggio, ha offerto al pubblico catanese uno spettacolo di altissimo livello. Omaggio al grande coreografo Roland Petit che, durante la sua florida carriera, ha calcato i palcoscenici più famosi di tutto il mondo con i suoi balletti “culturali” ispirati da note opere letterarie.

Il Teatro Massimo Bellini è stato testimone dell’ennesimo successo dell’artista francese che ha uno stile unico e personalizzato. Classico, moderno, contemporaneo, Petit riesce a creare una linearità testuale con una versatilità senza pari. In questo appuntamento ha ulteriormente abbellito queste danze grazie all’apporto tecnico e interpretativo di sei famose étoile della danza internazionale. Prima tra tutti, la nostra conterranea, Eleonora Abbagnato che con la sua classe e la sua dolcezza ha volteggiato sinuosamente sulle note di Bach e di Saint-Saëns con Benjamin Pech, e di Massenet con il cubano Lienz Chang. Poi Marta Romagna, prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano, ha di certo colpito il pubblico per l’espressività e l’ottima interpretazione di due dei balli di punta del coreografo, “Le Jeune Homme et la Mort” di Bach e l’“Arlésienne” di Bizet, magnificamente eseguiti insieme a Mick Zeni. Infine, Luigi Bonino, lo storico collaboratore di Roland Petit che danza per il maestro sin dall’ormai lontano 1975. Bonino ha rivestito diversi ruoli tra cui i panni di Coppelius, il fabbricante di giocattoli che crea un automa dalle incredibili sembianze umane, suggellando un momento di estremo fervore con un valzer insieme alla bambola. Questo “ritaglio” intitolato “Danse avec la puopée” è la scena più famosa del noto balletto “Coppélia” sulle musiche di Léo Delibes e di cui in seguito Offenbach ripropone il tema con la sua opera “Les Contes d’Hoffmann”.

La “Serata Roland Petit” nel suo insieme ha presentato un collage di pezzi tra i più riusciti del catalogo che hanno come comune denominatore il coreografo. In questo gala di danza sono stati messi insieme alcuni capolavori a maggior gloria di Petit, come il già citato “Jeune Homme et la Mort” che risale agli albori della sua carriera e lo ha reso famoso in tutto il mondo. Questo ballo nella sua interezza è ideato da Jean Cocteau, il quale in quegli anni concepiva il mondo della danza non come mera esecuzione di passi ma come «l’arte del contrasto, fondata sull’opposizione di elementi antagonisti, il reale e l’irreale, la quotidianità più squallida e l’irresistibile attrazione per l’onirico». E su questa scia di temi malinconici crea la visione della morte nei panni di una donna tentatrice e ammaliante, che seduce e attira a sé il giovane artista in piena crisi d’identità conducendolo al cappio. Uno dei momenti più suggestivi della serata è stato il “pas de deux” tributo a Proust, danzato dai ballerini Mick Zeni e Benjamin Pech. Un “combat des anges” che vede contrapposti un personaggio che rappresenta il mondo dei vizi (Morel) e un giovane casto e puro raffigurante pregi e virtù, «Ciò che ho preso da Proust – dichiara il coreografo – è un’essenza che mi è cara, la danza dei sentimenti che abbonda di scene in cui tutto è movimento nello spazio».

Tra un ballo e l’altro il pubblico ha potuto ascoltare la voce fuori campo di Petit che, attento come sempre a ogni dettaglio senza mai lasciare nulla al caso, dava le chiavi di lettura dei singoli pezzi trasferendo alla platea tutte le sue emozioni. In particolare quando, ha introdotto e anche accennato qualche nota della musica “Les Petits Chaussons” scritta da Charlie Chaplin per il film “Luci alla ribalta”, sulla quale si è esibito un malinconico Luigi Bonino con al collo un tutù e alle mani delle scarpette da danza che sembravano andare in cerca di un’anima. Lo spettacolo si è concluso con un bellissimo “Cheek to cheek” danzato da una divertitissima Eleonora Abbagnato e l’esperto Bonino.

L’orchestra del Teatro Massimo Bellini diretta dal Maestro Nicholas Brochot, ha come sempre dimostrato di essere all’altezza di uno spettacolo così variegato e di alto livello.

Pasqualina Scuto