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Giornata Mondiale della Poesia

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Paul Polansky
Emozioni che prendono vita sulla carta. Ricordi che viaggiano lungo la scia di una penna. Sprazzi di vita racchiusi tra le rime di un verso. Parole che dipingono il mondo interiore. È lo spazio di una poesia che giace tra le colonne del tempo. È proprio a quest’ultima, alla poesia, nata ancor prima della stessa scrittura, viene dedicata un’intera giornata per celebrare il ruolo privilegiato che essa svolge nell’ambito della comunicazione e della creatività.

La Giornata mondiale della Poesia nasce nel 1999 per volontà dell’Unesco che, in occasione della XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO, decise di promuovere il ruolo che la creatività poetica svolge nell’ambito delle comunicazioni interculturali, facilitando anche il dialogo tra i popoli.

L’edizione di quest’anno, che come da tradizione cade per l'equinozio di primavera, affronta proprio il tema delle diversità culturali, ponendo al centro del dialogo questo eterno strumento di confronto e comunicazione che è la poesia.

Per affrontare il tema della pace tra i popoli anche Catania si promuove un “incontro con autore”, martedì 22 e mercoledì 23 marzo rispettivamente presso il Monastero dei Benedettini e la Facoltà di Scienze Politiche, in collaborazione con l’associazione culturare Southmedia, con ospite il poeta e antropologo americano Paul Polansky, insignito nel 2004 del prestigioso Human Rights Award della citdi Weimar.

Polansky, poeta, fotografo, operatore culturale e sociale, è diventato negli anni un personaggio mitico proprio per il suo impegno a favore delle popolazioni Rom ed è considerato uno degli scrittori più impegnati nella lotta per i diritti umani nell’Europa dell’est, oltre ad essere una delle voci più importanti del panorama poetico internazionale.

Autore di molteplici raccolte di poesie, nel 2009, esordisce con una grande antologia bilingue Undefeated/Imbattuto che è stata presentata dall’autore durante l’incontro. Dopo una vita intensamente vissuta a stretto contatto con una delle popolazioni gitane che la cultura occidentale tende a sopprimere, Polanky nella sua ultima opera, come anche nelle precedenti, mette in evidenza le atrocità commesse da cechi, slovacchi, albanesi ed altri, contro la popolazione rom dei balcani.

Una scrittura, quella di Polansky, per far rivivere gesti, parole e suoni ormai quasi estinti, per riportare in superficie una storia soffocata nel flusso incessante degli eventi "maggiori", e far sì che il lettore veda quello che lui vede quotidianamente in quei campi profughi in cui vive: una popolazione sradicata, che di fatto ha quasi completamente perso il senso della propria origine, ma lotta per trovare un posto dove poter ricominciare. Recuperare, tutelare e trasmettere la storia di un popolo che forse più di altri ha patito in silenzio le tragiche vicende dei Balcani, restando invisibile agli occhi disattenti degli organismi internazionali: questo il valore dell’operare di Polansky, che definisce la sua stessa poesia "azione più che parola".

Un momento dunque di riflessione sulla convivenza dei popoli che passa attraverso lo strumento poetico. Una giornata dedicata non solo alla celebrazione di uno strumento universale di dialogo, ma anche e soprattutto al dialogo.

Gaetana Bonsangue