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Perché non andiamo tutti insieme a Teatro?

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È un dato di fatto: la produzione c’è. Catania è permanentemente invasa di locandine d’ogni tipo: nomi di commedie, tragedie, drammi contemporanei che si succedono sui muri della città etnea, più o meno invitanti.

Ma la numerosità dei manifesti, ovviamente, non è una prova: ve ne diamo altre.

Provate ad accedere alla pagina dedicata alle critiche o alla novità del più importante sito dedicato alla drammaturgia e al teatro, dramma.it, e troverete conferma di quanto detto: su una media di sei debutti italiani, almeno uno è catanese.

Gli amanti e gli amatori del teatro possono, a questo punto sentirsi rincuorati: le sacra fiamma di Talia e Melpomene vivono ancora e riscaldano con fervore i cuori degli abitanti della città del “Liotru”.

Eppure, gli entusiasmi sono presto sedati da un altro inquietante dato di fatto: a fronte d’una così copiosa produzione, sempre meno sono le persone che decidono di trascorrere le loro serate incollate alle sedie della platea, aspettando l’apertura del sipario. Viene a questo punto da chiedersi: da cosa è generata questa incredibile (ma forse, poi, non così tanto!) dicotomia?

- dice Giuseppe Calaciura - attore e organizzatore teatrale d’una fra le più belle realtà teatrali del nostro territorio, il teatro del Canovaccio. << Sarebbe troppo facile pensare che la gente non và più a teatro perché preferisce obnubilarsi davanti alla TV. La gente ha ancora sete di teatro, e perché no, di teatro che faccia pensare. Il problema, quindi, non risiede della domanda, ma nell’offerta: ci vuole qualità, non quantità.

Per qualità, ovviamente, non intento la realizzazione di spettacoli fatti ad uso e consumo degli “addetti ai lavori”: gli spettacoli devono piacere a tutti ed essere comprensibili ed apprezzabili da tutti. Così, dopo la partecipazione al primo… lo spettatore deciderà di vederne altri, molti altri>>.

Questa, l’opinione di Calaciura, che non si discosta affatto dal sentire comune. Quanti vostri amici, infatti, hanno sempre risposto ad un vostro invito teatrale: “No, dopo una settimana di lavoro io mi voglio rilassare?”

Il teatro viene ancora visto come un luogo fruibile solo da alcuni misteriosi adepti in grado di capire certe astrusità…  Niente di più Falso!

A questo punto, l’iniziale speranza che aveva riscaldato il cuore del lettore si è trasformato in alito di gelido freddo.

Non tutto è perduto. Bisogna, a questo punto, riportare un altro, consolante, dato di fatto: buona parte della numerosa produzione di cui parlavamo, è formata da spettacoli per bambini.

Sempre più numerose sono le compagnie che decidono di specializzarsi in teatro per le nuove generazioni, creando prodotti di ottima qualità.

E il pubblico alle repliche non manca: perché i bambini, loro sì, sanno ancora quanto è importante sognare.

Maria Grazia Costanza