Rimanere nella propria città, nel proprio Paese, o andarsene? La laurea come mezzo o come fine? Problemi comuni alla stragrande maggioranza dei giovani e veri dilemmi esistenziali.
Questi i temi di "No surrender: storie di chi parte e di chi resta", nella serata organizzata da Cinestudio di Catania, RadioLab, Ctzen e dall'associazione Upress, presso il cinema King di Catania.Cinema riempito in ogni ordine di fila e posto, a dimostrazione della centralità del tema, ancor più in una città con tante problematiche come Catania che però, in occasioni come questa, dimostra ancora una volta la passione civile.
Fulcro della serata la proiezione di due pellicole in prima visione, entrambe realizzate da giovani registi e sceneggiatori mossi dall'urgenza di comunicare gli interrogativi di un'intera generazione.
La prima, "Il pezzo di carta", vede la regia di Marco Pirrello, giovane videomaker catanese, che racconta ad Oggimedia la scelta fatta qualche anno fa:
«La professionalità, specialmente nel mio campo, va cercata lontano da Catania. A Roma sto trovando molte opportunità. A 26 anni è giusto investire sul proprio talento, andare via anche per non avere rimorsi».
Girato in tre mesi, tra la Facoltà di Scienze Politiche ed il Policlinco, Andrea Spinello e Roberto Zito, sceneggiatori del corto "Il pezzo di carta", commentano:
«E' una storia che andava raccontata. Il film è amatoriale e a costo zero, ma ha una grande forza comunicativa».
Entusiasta ed emozionato anche l'attore Francesco Pisani, al suo debutto assoluto.
Il secondo film, "Italy: love it or leave it", è invece un documentario on the road, realizzato da Gustav Hofer e Luca Ragazzi, registi giovanissimi ma già pluripremiati.
Gustav, testardo altoatesino e voglioso di lasciare l'Italia mentre Luca, legato ad una visione romantica del proprio Paese, si raccontano nel film, girando l'Italia in 500 (modello vecchio) ed altresì cercando validi motivi per restare (Luca) o per andarsene (Gustav).
Un viaggio alla ricerca di quel patriottismo nel tempo tramortito e svilito dalla "malapolitica", dalla mafia, dalla corruzione e, ancora, dalla disoccupazione e dalla videocrazia, tentando di rialzarsi e di ritrovarsi nelle bellezze quasi violente di una terra mai sconfitta.
Tra le varie tappe, oltre Pomigliano, Como e Napoli, sono presenti momenti ad Acitrezza e a Giarre; prestigiosi e significativi, forse decisivi per la scelta finale dei due protagonisti, i contributi di Andrea Camilleri e Nichi Vendola.
Fonte Foto:lapisnet.it
http://www.facebook.com/events/203351646430267/
Giuliano Busà
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Al King di Catania, storie di giovani che partono e che restano













