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"Idioteque": il nuovo immaginario visivo dopo l'11 settembre.

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Presentato presso "la Feltrinelli" di Catania "Idioteque", il nuovo libro di Alessandro De Filippo.

È stato presentato durante il pomeriggio del 16 settembre, presso "la Feltrinelli – Libri e musica" di Catania, il nuovo libro di Alessandro De Filippo "Idioteque. L'11 settembre nell'immaginario cinematografico dell'Occidente", edito Bonanno 2001. Durante la presentazione sono intervenuti Antonio Di Grado, docente di Letteratura italiana e Ferdinando Gioviale, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo, entrambi della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania.

L'11 settembre ha lasciato un segno indelebile nella mente di tutti coloro che hanno vissuto in prima persona e non quei terribili momenti e, inoltre, ha fatto emergere un senso di paura e di dolore, modificando così il modo di percepire e di vedere la realtà.
«Idioteque è in fondo un libro sui sopravvissuti che vivono della manifestazione delle loro cicatrici», ha affermato lo stesso De Filippo. Il saggio ripercorre, attraverso un'analisi di carattere politico, religioso, e sociologico, una panoramica di serial televisivi degli anni '70, del cinema minore, di fantascienza,  passando in rassegna alcuni di quei film che hanno trattato grandi catastrofi, sino ad arrivare all'11 settembre.

Da Kinshasa a Oslo, da Teheran a Clint Eastwood, è stata mostrata una stessa visione catastrofica della realtà, per altro non dovuta solo alle forze della natura, ma soprattutto all'uomo, come principale generatore di crisi all'interno della società. De Filippo identifica la crisi con l'apocalisse, tanto che scrive: "L'apocalisse non è la fine del mondo ma un mutamento di Stato".

Idioteque si ispira all'omonimo titolo della canzone dei Radiohead, definita come biblica, con riferimenti alle guerre, alle ripartizioni tecnologiche e alle catastrofi naturali. Il testo in effetti, sembra anticipare quanto accaduto l'11 settembre.

Il sottotitolo può essere riduttivo ma è centrale e simbolico: la capacità del cinema di trattare il fenomeno delle catastrofi è stata riduttiva e, la spettacolarizzazione del disastro aereo, ha fatto sembrare lo stesso, inizialmente inadeguato.

La copertina del libro è un disegno realizzato da Gianluca Resu: all'epoca dei fatti era solo un bambino che ha voluto mostrare al padre quello che ha provato quel giorno davanti le immagine televisive. La prefazione è stata curata da Giuseppe Giarrizzo, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Catania, mentre l'introduzione è di Peppino Ortoleva, uno dei massimi esperti italiani di mass media.

Foto del redattore

Manuela Scuderi