Come un lavoratore artigiano afferma: «di concettuale c’è poco solo il titolo Citta/isola» per definire che esiste un centro ed una periferia che rende le abitazioni distanti. Poi i quadri vengono fuori da soli, mentre il paesaggio cambia sotto il quotidiano sguardo del suo creatore. La mostra accoglie due tipologie diverse di immagini. Se da una parte sembrerebbe che l’artista si soffermi sul mondo cittadino che muta ogni giorno, sull’altra parete ampia e bianca una fila di quadri raffigura i ritratti. Un mondo in cui i visi di amici e il suo stesso autoritratto, approdano ad una ricerca diversa, quasi opposta.
Dal piccolo tocco di pastello che rievoca la corrente artistica dei macchiaioli, e addirittura all’astrattismo, si passa a quello pulito dei visi, con capelli e occhi quasi aberrati da uno scatto fotografico pregresso. Da una scomposizione formale e cromatica, ad una compostezza e ricerca estetica dell’equilibrio che non cerca tanto la perfetta somiglianza. Il punto di vista assolutamente non reale fa emergere un approccio alla tipologia del ritratto non tradizionale. Ogni viso ha la sua storia cercata prima nell’immagine fissa della foto. Ogni disegno ha il suo nome proprio, identificativo di un’amicale intimità.
Le opere di Paolo Strano è possibile visualizzarle anche nel sito personale www.paolostrano.it
Daniela Scamporrino
Fonte foto:www.paolostrano.it
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I “Pastelli” di Paolo Strano a Catania.













