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“Cassandra”, l’opera destinata all’oblio, viene riesumata dal Bellini

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Sembra quasi l’intricata trama di un romanzo noir pregno di intrighi e segreti. Misteri celati per anni su cui pare ne sia nato un “caso” internazionale destinato addirittura a una tragica fine: l’oblio. La “Cassandra” di Vittorio Gnecchi sta finalmente per essere riesumata e stasera approderà sul prestigioso palcoscenico del Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania.

Un’opera composta nel 1903 che Arturo Toscanini reputò di notevole merito rappresentata per la prima volta al Teatro Comunale di Bologna nel 1905 ottenendo sin da subito i consensi della critica e del pubblico. L’anno successivo, durante una rappresentazione di “Salome” di Richard Strauss al Teatro Regio di Torino, Vittorio Gnecchi ebbe il piacere di far conoscere la propria partitura al compositore tedesco per ottenerne un parere. Giudizio che non arrivò mai, ma che segnò l’inizio di una grande polemica. Nel 1909 Strauss debuttò all’Opera di Dresda con il suo ultimo lavoro “Elektra” che riscosse un grandissimo successo entrando subito nella storia.

Chi aveva già ascoltato “Cassandra” si accorse subito che vi erano delle analogie tra i temi musicali delle due opere ma non si gridò mai al plagio nei confronti di Strauss perché egli godeva ormai di una grande esperienza alle spalle che sarebbe stato difficile, se non impossibile, infangare la propria fama con tali accuse seppur fondate e da egli sempre negate. Lo stesso non accadde a Vittorio Gnecchi, il quale venne additato come un dilettante e nonostante la reale storia cronologica della composizione e delle rappresentazioni fuori dai confini italiani si arrivò persino a dire che “Cassandra” fosse stata interamente copiata dalla partitura di Strauss.

Tutte queste polemiche portarono Toscanini (che all’epoca era il più influente Direttore d’orchestra del panorama musicale internazionale) a decidere di non dirigere mai più alcuna rappresentazione dell’una e dell’altra opera destinandole al dimenticatoio.

Una storia travagliata dal destino beffardo per la “Cassandra” che non ebbe neanche il tempo di godere dei propri allori dovendo per forza di cose mettersi subito sulla difensiva ad accusare i duri colpi ingiusti di un avversario indiscutibile e quasi intoccabile. Il medesimo crudele destino di Vittorio Gnecchia dalla carriera ormai stroncata, sopraffatto dagli eventi e obbligato al ritiro dal mondo musicale.

Ieri, in sede di presentazione dell’opera nel foyer del Teatro, il produttore greco Nikolaos Velissiotis ha illustrato all’oratorio come riuscì a riaprire il “caso”. E’ l’inizio di una nuova storia che risale agli anni ’80 grazie al ritrovamento di un vecchio articolo su una rivista francese il cui contenuto poneva dei quesiti sull’ipotetico plagio di Strauss.

L’articolo incuriosì Velissiotis al punto di decidere di andare in fondo alla questione, cominciando una lunga ricerca che lo portò sulle tracce dello sconosciuto Vittorio Gnecchi trovando poi i discendenti del Maestro i quali, a questo punto, convincendosi del grande patrimonio di famiglia decisero in seguito di dare inizio all’attività della Fondazione Gnecchi-Ruscone al fine di far luce su quei fatti di inizio secolo.

«La “Cassandra” è sempre rimasta nell’ombra – sottolinea il Maestro Donato Renzetti, direttore d’orchestra della rappresentazione etnea che stasera debutterà – e bisogna rendere onore al merito del Direttore artistico di questo teatro, Will Humburg, per aver scelto di compiere la mossa azzardata di portare in scena un’opera così tanto discussa. Sono convinto che tale decisione arricchirà il prestigio di questo meraviglioso teatro». 

Inoltre, alla presentazione, era presente anche il famosissimo soprano Giovanna Casolla che stasera vestirà i panni di Clitennestra, la quale ha dichiarato al pubblico di aver «accettato questo ruolo solo a patto che le mie caratteristiche vocali fossero compatibili con quelle richieste dal personaggio e che a dirigere l’orchestra fosse un grande Maestro come Donato Renzetti, perché quando lavoro mi voglio sempre circondare di persone che stimo e di cui mi fido».

La regia di questa messa in scena è stata affidata a Gabriele Rech, lo stesso regista che lo scorso anno diresse “Elektra”. Egli, infatti, ha anticipato che questo spettacolo seguirà la scia di quello dello scorso anno per rendere ancora più chiari e visibili i collegamenti tra i due capolavori. A tal proposito, Humburg ha reso noto che «durante le repliche, sarà allestito uno spazio in cui verranno proiettate le immagini registrate l’anno scorso per mettere a disposizione del pubblico le analogie musicali dei temi di entrambe le opere».

Quella di stasera si preannuncia già come una serata importante per il nostro massimo teatro che per la rarità dell’occasione vedrà tra il pubblico, oltre alle istituzioni, personaggi di grande spessore culturale come la ballerina Carla Fracci accompagnata dal marito regista Beppe Menegatti, i familiari dello stesso Vittorio Gnecchi, e molti altri. Anche il Presidente Napolitano era stato invitato, ma per via dei numerosi impegni istituzionali di questi giorni è stato obbligato a declinare l’invito tramite una lettera in cui ringrazia con cordialità e porge i migliori auspici per l’inaugurazione della stagione lirica catanese.

Pasqualina Scuto

Foto del Redattore