Il presidente della giuria ‹‹Chi fa bene il proprio dovere promuove la dignità degli uomini››
Persone o gruppi che si sono spesi per la promozione umana in Sicilia e nel mondo.
E' questo lo spirito del riconoscimento dedicato alla memoria del prete ucciso dalla mafia. «Il successo della manifestazione viene garantito dalla testimonianza di Don Puglisi, presentato come modello per le giovani generazioni e punto di riferimento per la Chiesa universale» ha ricordato Antonio Garau, a capo della commissione giudicatrice.I premi-sculture, realizzate da Giacomo Rizzo, verranno assegnati il 29 novembre - a partire dalle 21 - al Teatro Politeama Garibaldi.
A presentare la serata, che vedrà anche l'esibizione di vari artisti, tra cui l'Orchestra sinfonica del conservatorio palermitano "Vincenzo Bellini" e il tenore Vincenzo La Scola, i giornalisti RAI Tiziana Martorana e Roberto Gueli. Proprio quest'ultimo, si è messo a disposizione di "Oggimedia" per parlarci dell'evento.
Lei, insieme alla collega Tiziana Martorana, presiederete questo momento di festa e riflessione.Ci parli dell'appuntamento. «E' la sesta edizione del premio, per noi sarà la quarta volta sul palco della manifestazione. Due anni allo Spasimo e due al teatro Politeama. "...se qualcuno fa qualcosa", diceva Don Pino Puglisi e su questa frase-slogan del parroco di Brancaccio verte il riconoscimento. Coloro che lo ricevono hanno fatto o stanno facendo qualcosa per il prossimo ed una commissione li ha scelti».
In primo piano, quest'anno, ci sono anche le donne. In particolare, quelle della Srebenica, alle quali l'esercito serbo strappò mariti, figli, padri, fratelli.
Secondo lei come è cambiato il ruolo della donna nella società siciliana? «Proprio alla Bosnia e ai "figli" della città di Srebenica è dedicata l'edizione di quest'anno. Un susseguirsi di atti di sangue che le immagini televisive ed i reportage dei giornali analizzarono con dovizia di particolari. Il ruolo della donna è centrale per il premio 2010. A ritirarlo sarà Hajra Catic, presidente dell'associazione Donne di Srebenica. In Sicilia? La donna è cresciuta, il suo ruolo è aumentato come il peso specifico in famiglia e negli ambienti di lavoro. Ma la differenza percentuale con il nord è ancora ampia. Qui si tenta di arrivare a quella rappresentanza femminile concreta che a volte manca».
Ci ricordi i nomi degli altri premiati.
«I premiati di quest'anno saranno sportivi come Giovanni Tedesco, ex giocatore e dirigente del Palermo Calcio, i medici Mario Affronti e la moglie Lorella, responsabili del servizio di Medicina delle Migrazioni del Policlinico e del Centro diocesano per la Pastorale delle Migrazioni del capoluogo siciliano. E ancora, la Squadra Mobile di Palermo, alla memoria di Mario Bignone, capo della Catturandi che ha arrestato molti dei latitanti più pericolosi di Cosa Nostra. Poi, Giuseppe Caruso, prefetto di Palermo, Gian Carlo Caselli, procuratore capo della Repubblica di Torino, Giorgio Gallo, docente dell' Università di Pisa, Antonio Preziosi, direttore di Radio Uno».Don Pino Puglisi rappresenta un'occasione di richiamo alla meditazione e alla testimonianza nella lotta alla mafia.
Come uomo di informazione, quali sono gli obiettivi ancora da raggiungere in tal senso?
L'informazione in questi anni ha subito un brusco stop. Sono stati fatti tanti passi indietro. Non ci sono più approfondimenti, inchieste dettagliate. Peccato. Prima leggere un giornale o seguire un telegiornale era uno spettacolo, c'era l'attesa. Oggi purtroppo tutto questo è cambiato. Ci vorrebbe uno spirito più combattivo nelle redazioni dove il gossip impera». La manifestazione ha anche una valenza internazionale. Come crede che la Sicilia sia percepita all'estero? «In questi anni il premio Pino Padre Puglisi ha avuto una crescita, frutto anche degli organizzatori e dei tanti collaboratori che, gratuitamente, lavorano con l'infaticabile Padre Garau da poco approdato a Borgo Nuovo dopo l'esperienza lunga e difficile a Boccadifalco. All'estero la Sicilia è ancora Mafia e Lupara. C'è poco da nascondersi. Il lavoro per ripulire la nostra immagine è in atto ma ci vorrà ancora del tempo e soprattutto buona volontà ma al primo posto pulizia morale». E nel resto dell'Italia? «Il premio in Italia è radicato. Negli ambienti cattolici ma anche in altri settori è considerato, si parla spesso della manifestazione ma soprattutto lo si ritira con piacere. Per l'immagine della Sicilia anche fra i nostri connazionali ci sono ritrosie anche se rispetto agli anni Novanta molto è cambiato». Qual è l'idea, e quindi i fatti concreti di solidarietà e impegno, che in futuro vorrebbe trovarsi a premiare?Questi premi legati al sociale mi piacciano molto. Mi rasserenano e mi fanno conoscere altri ambienti. Anche se, la mia estrazione rimane sempre sportiva e d'intrattenimento giornalistico». Gliinviti gratuiti per partecipare alla serata, sono in distribuzione presso il negozio "Piccoli Sogni", show room della solidarietà, in via Quintino Sella 63.
Per informazioni, telefonare al numero 091/2515108.
Fonte foto:yourban.net
Cosima Ticali
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Palermo, al via la VI edizione del Premio Internazionale Don Pino Puglisi













