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Premio Internazionale di Giornalismo a Maria Grazia Cutuli: il prezzo della verità

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Si è tenuta Sabato 20 Novembre, a Catania, presso l’ex monastero dei benedettini, la sesta edizione del premio internazionale di Giornalismo. Tra i presenti figuravano, oltre che diversificati studenti universitari, numerose classi di licei catanesi.

La cospicua presenza d'uditori ha dimostrato il notevole interesse per questo seminario interuniversitario, seguito da giovani e giovanissimi.

Giuseppe Marano, presidente del Consiglio comunale di S. Venerina, ha esordito affermando: «Maria Grazia è un modello per i futuri scrittori-giornalisti». La figura carismatica e importante dell’omonima giornalista non a caso, infatti, a detta del Presidente della repubblica Napolitano, dà il nome a uno dei dieci più importanti premi nazionali di giornalismo.

Luca Pedullà, legato all’università Kore di Enna, continua col definire come un inviato deve risultare professionale e a cosa non deve mai rinunciare per diventare apprezzabile e seguito. Gli elementi, infatti, che devono viaggiare uniti alla penna devono essere lo studio e la cultura costantemente aggiornata. Il seminario è poi continuato con la visione del servizio, premiato come migliore tra tanti altri, della reporter Tiziana Prezzo. Proprio quest’ultima ha poi tenuto una lezione intitolata “Osservare per raccontare”. A detta della giornalista, compito principale della reporter è andare a scrutare quei luoghi meno visitati, soprattutto dopo che i riflettori si sono spenti.

Elogia e ricorda il più grande reporter di tutti i tempi, Kapuscinski, che di nascita polacca, è recentemente scomparso. La Prezzo ama accostare la figura del giornalista pocanzi nominato, a quella di Erodoto, padre, maestro e precursore del moderno reportage e ne riporta, in sintesi, il pensiero: bisogna varcare la frontiera come limite fisico e mentale e in questo, preparazione, pianificazione e documentazione giocano ruoli indispensabili.  Viaggia in Africa, Persia e Babilonia, spinto dall’urgenza di conoscere culture diverse, muovendosi oltre i limiti del mondo conosciuto, per poter varcare i confini di quella che era ancora una terra piatta. E saranno i “necessari” rapporti interpersonali, intesi anche come conoscenza di persone “diverse” (oltre al viaggio di per sé importante), ad essere considerate fonti rilevanti di documentazione. Ad ogni modo, un giornalista deve avere rispetto per l’altro, del suo valore e della sua dignità: la diversità, è infatti caratteristica principale conferita, già milioni di anni fa, alla Terra.

«Documentarsi prima di partire, colmare lacune e non tralasciare dettagli apparentemente importanti», questi gli ultimi consigli di Tiziana Prezzo agli aspiranti giornalisti, prima di lasciare la parola alla collega Cecile Hennion. 

«Volevo vedere, capire e raccontare a tutti cosa stava accadendo in altri luoghi», sono queste le prime frasi che l’interprete traduce dalle parole francesi della Hennion. E continua ancora affermando quanto importante sia vedere il reporter in primis come testimone di un accaduto, e non come uomo/donna bisognosi di adrenalina. Si concentra poi sulla tematica cara a tutti coloro che svolgono il suo stesso lavoro: come ci si deve comportare, dunque, di fronte alla sofferenza della gente?

Sarebbe troppo facile limitare alla compassione quello che un reporter vede in sede di guerre, epidemie o disastri ambientali. E’ in quel momento che il giornalista vorrebbe con la forza della sua penna e del suo blocco notes spegnere la sofferenza, placare le bombe o arginare un fiume in piena. Conclude dicendo che, in primis è necessario allontanare dalla mente una riflessione che sia legata alle condizioni agiate in cui viviamo e soprattutto evitare di guardare la sofferenza con gli occhi di chi la osserva da migliaia di kilometri.

La cerimonia di premiazione si è poi svolta a Santa Venerina durante il pomeriggio. Hanno partecipato il sindaco della città d’origine della giornalista a cui è intitolato il premio e Mario Cutuli, nonché Presidente della fondazione Cutuli Onlus.

Tra i premiati Sara Bicchierini e Domenico Musella.

Fonte foto: locandina evento

Giada Passanisi