Il 19 e 20 Novembre 2010 si è tenuto, presso l’auditorium della facoltà di Lettere e Filosofia, il Forum Euro-Mediterraneo sulla comunicazione. Pubbliche relazioni, è stato questo il tema del secondo simposio che ha affrontato un argomento degno di ogni nota, base e pilastro della società odierna.
Al simposio hanno partecipato personaggi importanti, legati al mondo delle istituzioni e dell'industria, affinché si comprendesse la validità e il significato delle pubbliche relazioni, accoppiamento di parole, quello che da il titolo al tema del simposio, tanto ripetuto ma poco compreso e ascoltato.
Il seminario è stato soprattutto un modo per evadere dalla teoria di cui studenti, di ogni facoltà, si lamentano. Si è presentato anche come opportunità nei confronti di quei giovani ancora incerti sugli sbocchi che il corso di studi interessato può dar loro.
Il preside della facoltà di lettere e filosofia, Enrico Iacchello, ha introdotto l’incontro affermando: «è giunto il momento che scaturiscano da qui, esperienze di formazione per tutti gli studenti dell’area del mediterraneo» e augura in sintesi, ai presenti, che si definisca presto un gruppo che possa concretizzare il lavoro, fin’ora solo teorizzato.
A succedere Iacchello sono Emanuele Invernizzi, presidente dell’Euprera e Amanda Jane Succi, presidente Cerpmed. Con questi personaggi si è analizzato un punto nodale: quello dello scenario relativo all’area Mediterranea, come zona fortemente a rischio di sfruttamento. Infatti, proprio l’evoluzione inarrestabile del mondo economico fa sorgere la domanda fatidica: “quest’area, riuscirà a tenere il passo, sebbene si presenti ricca di opportunità?”
Il Mediterraneo, infatti, si presenta come crogiuolo ricco di imprese locali, in concorrenza in primis tra loro e in seguito con le grandi aziende. E’ qui che si percepisce la risposta alla domanda pocanzi esposta: Si, l’area mediterranea riuscirà a tenere il passo solo se si proporrà di effettuare una continua cooperazione tra quelle piccole e medie aziende, o sistemi locali, che attualmente si trovano in lotta tra loro stesse. L’unione fa ancora la forza, e la comunicazione è fondamentale per raggiungere questo obiettivo.
Tony Muzzi Falconi, direttore di Methodos, mette un altro tassello alla figura di gioco di squadra tra i vari sistemi, quello appunto di sviluppo territoriale interconnesso alla politica ed all’economia delle zone interessate e chiude il discorso affermando: «tutti i sistemi sono intesi a produrre il loro valore: qualora qualcuno di loro non riuscisse a rispondere alle richieste, viene ignorato, pur rimanendo nel network».
Così si chiude l’introduzione del tanto atteso 2° forum Euro-Mediterraneo sulle relazioni pubbliche.
Le sessioni seguenti hanno visto la presenza di personaggi del calibro di Claudio de Monte Nuto, Eli Avraham, Cristiano Seganfreddo, Serra Gorpe, Marco Ferrari, Arta Musaraj. Questi relatori, in soli dieci minuti, scanditi dall’attentissimo moderatore Invernizzi, hanno saputo esporre i loro argomenti con grande chiarezza. In sintesi un buon affare si fa sempre in due, la base della cooperazione, quindi, in primis è avere obiettivi comuni. In questo piano, la politica rappresenta da sempre il livello sociale, primo strato che si deve ricostruire dopo un periodo di crisi. L’isolamento politico corrisponde quindi ad un isolamento industriale, esempio vivente, citato da Serra Gorpe, è il salto economico che Cipro sud ha nei confronti di Cipro Nord: la prima è invasa da un milione di turisti all’anno, la seconda solo da 400.000!
Ai nomi di relatori citati sopra se ne aggiungerebbero altri validissimi, ma le prime sessioni si sono presentate come ottime basi per capire i concetti fondamentali: fare impresa non è solo avere un’idea di business, ma disporre anche di innovazioni quali comunicazioni e strutture moderne, capaci di diffondere questo tipo di pensiero. E in questo le pubbliche relazioni sono fondamentali.
Fonte immagine: http://www.confindustriasicilia.it/eventi.asp?id_tipo_ev=8&id_evento=737
Giada Passanisi
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MED-COM: Communication in the Mediterranean













