Spiacevole inizio anche per la scelta dei cantanti. Nella scena, Rodolfo (Gustavo Casanova) innamorato della giovane Mimi (Grazia Lee) è appena sufficiente nella potenza vocale e nel duetto con la sua bella compagna asiatica. Eccelso, invece, Marcello (Giovanni Guagliardo) con la fascinosa Musetta (Manuela Cucuccio), convincenti nell’interpretazione calandosi alla perfezione nei rispettivi ruoli. Adorabile il coro delle voci bianche “Gaudeamus igitur” diretto da Elisa Poidomani.
Vera protagonista dello spettacolo è stata l’ambientazione. Per l’occasione, infatti, sono state usate le medesime scene allestite per lo spettacolo del 1988 da Pierluigi Samaritani. Scorci di case illuminate dall’interno nel buio delle notti cittadine hanno ricreato la suggestione di un periodo storico di metà ottocento. Clima cupo ed avvolgente, immerso in una nebbia di sentimenti, quello del terzo atto, ottenuto anche grazie al duetto di Marcello e Mimì. Meritevole il lavoro dell’orchestra - diretta dal maestro Carlo Rizzari - capace di fare riecheggiare la presenza degli oggetti, delle piccole cose, come la ricerca della chiave o il libro fatto bruciare per scaldarsi, nel primo quadro, attraverso il suono degli strumenti.
In conclusione, l’opera di Giacomo Puccini, tanto attesa dal parterre catanese, è stata, nel complesso, svilita della sua imponenza.
Daniela Scamporrino e Pasqualina Scuto
Fonte foto:emigratisardi.com
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