Esclusa la stilista italiana Elena Mirò dal calendario dell'evento: la Camera Nazionale della moda boccia le curve dalle passarelle milanesi.
Correva l'anno 2006 quando la Camera Nazionale della Moda e la ministra Melandri stilavano il "Manifesto Nazionale di autoregolazione della moda italiana contro l'anoressia" volto a «trasmettere creativamente e costruttivamente modelli estetici positivi come strumento concreto di prevenzione ai disturbi alimentari» nella consapevolezza che molte donne, e soprattutto le giovanissime, iniziano una dieta «anche per raggiungere l'ideale fornito dalle modelle delle sfilate e delle copertine dei giornali». Perché è solo quel modello di bellezza ad essere concepito come possibile e normale.
Corre l'anno 2010 e di quelle belle parole è rimasta solo l'ombra, solo carta scritta e nessun atto concreto. Anzi, l'unico atto concreto l'ha fatto proprio la Camera Nazionale della Moda che ha escluso la stilista italiana Elena Mirò dalle passerelle milanesi di "Milano Fashion Week" a causa – dicono – della sua «scarsa internazionalità e non appartenenza alla gamma alta del mercato». Elena Mirò, per chi non lo sapesse, è uno dei più noti marchi di abbigliamento italiani che nasce, nel 1985, «per la necessità di dare risposte positive in chiave di stile e gusto a tutte le donne dalle rotondità mediterranee» vestendo, quindi, le cosiddette over 46. Ma le "taglie forti", come le chiamano oggi giorno, altro non sono che le donne VERE, quelle che devono fare i conti con la quotidianità, con la normalità dell'essere donna e la voglia di sentirsi tale anche se non si indossa una 40-42 (tra l'altro, taglia standard di campionario). Ed è proprio su questa filosofia di stile che Elena Mirò ha costruito le sue collezioni, disegnandole su un modello di donna solare, ironica, allegra e "morbida", tanto da contare, oggi, oltre 30 boutique sparse sul territorio nazionale e internazionale con un fatturato di oltre 170 milioni di euro l'anno. Se questa non è "appartenenza alla gamma alta del mercato", che ci dicano cosa lo è. Forse il modello di donna anoressica, scheletrica e grissino? Quella, per intenderci, taglia 38-40? Quella che se, malauguratamente, tocca la soglia della taglia 44 è già "obesa"? E proprio ai giorni nostri, poi, dove quasi 3 milioni di giovani donne soffrono di anoressia, con dati statistici sempre più in crescita e percentuali di mortalità, purtroppo, sempre più allarmanti. E, in tutto questo, la Camera Nazionale della Moda ha visto bene di aggiungere oltre al danno, anche la beffa. Se da un lato, infatti, ha escluso Elena Mirò e, insieme a questa, anche altre stiliste "burrose" come Pin Up e Valeria Marini, dall'altro con una circolare diretta a tutte le griffe presenti in calendario, ha divulgato un invito a «utilizzare modelli e modelle che rispettino i canoni di salute e solarità propri dello stile del nostro Paese».Intanto, però, il resto del mondo continua ad essere sempre più "alla moda" rispetto all'Italia: alla "Faschion Week" di New York, infatti, l'evento Belle Epoque è stato dedicato alle curvy-women, mentre a Londra la settimana della moda è stata inaugurata con la campagna "All Walks Beyond the Catwalk": una serie di ritratti fotografici di donne over-size commissionati da Stella McCartney, Vivienne Westwood e altri stilisti, proprio per sensibilizzare il pubblico della moda sul tema della magrezza sulle passerelle e del pericoloso esempio che se ne dà. Nemmeno l'Italia, però, resta poi così indietro anche se non certo grazie alla Camera Nazionale della Moda e a tutti gli stilisti che si ostinano a vestire gli "appendiabiti": senza forma, senza colore, senza spessore (è proprio il caso di dirlo!). Marchi come Luisa Spagnoli, Marina Rinaldi e, ovviamente, Elena Mirò, infatti, continuano a dare voce a quella nicchia di donne, quasi il 40% del mercato, che in Italia vestono la taglia 46 e oltre. La stessa Elena Mirò non si fa certo scoraggiare dello stop della Camera Nazionale della moda, ma in maniera forte, solare e decisa, come è nella sua filosofia di stile e glamour, ha deciso di sfilare comunque su passerelle "non ufficiali" lanciando proprio sul web il casting delle modelle: tutte rigorosamente taglia 44, 46 e 48. «Le donne devono amarsi così come sono – ha detto la Mirò - anche perché gli stilisti continuano a fare abiti che la maggior parte della popolazione femminile non può indossare».
Questa è moda: la moda di non seguire la moda!!!
Fonti: http://www.elenamiro.com/it/elenamiro_storia.php - http://donna.fanpage.it/elena-miro-esclusa-da-milano-moda-donna-la-risposta-a-pomeriggio-5/ - http://www.politichegiovaniliesport.it/politiche-giovanili/news-politiche-giovanili/manifesto-nazionale-di-autoregolazione-della-moda-italiana-contro-lanoressia.html
Emanuela Annita Scuderi
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Milano Fashion Week: tante parole, tantissima ipocrisia













