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O'scià 2010: il vento di un respiro ci porterà vicino

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Torna, dal 28 settembre al 2 ottobre 2010, la rassegna musicale O'scià 2010, organizzata da Claudio Baglioni per sensibilizzare l'opinione pubblica sul delicato tema dell' immigrazione clandestina.

Mare, spiagge incontaminate e musica: tre semplici elementi che fanno di O'scià la più importante manifestazione musicale a sfondo sociale del nostro Paese. Sul grande palco allestito sulla spiaggia di sabbia della Guitgia, a Lampedusa, Claudio Baglioni insieme con oltre 100 artisti, italiani e internazionali, darà vita a cinque giorni di spettacoli live, unici e straordinari. Alexia, Malika Ayane, Edoardo Bennato, Mario Biondi, Pierdavide Carone, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Lorella Cuccarini, Cristiano De Andrè, Francesco De Gregori, Niccolò Fabi, Max Gazzè, Irene Grandi, Fausto Leali, Marco Mengoni, Antoine Michel, Noemi, Ornella Vanoni, insieme a tantissimi altri, sono solo alcuni degli artisti che si esibiranno insieme a Claudio Baglioni per dar vita ad un unico respiro, un'unica corrente di musica, suoni, esperienze, parole e idee, nella consapevolezza che «oggi più che mai, nessun uomo è un'isola, ma sicuramente ogni respiro è un uomo».

Il senso di O'scià, infatti, va al di là della musica e dell'arte, ma proprio dalla musica e dall'arte parte per promuovere un dialogo interculturale quale fondamento di un nuovo modello di convivenza: una convivenza pacifica, solidale e, soprattutto, possibile.

Odori, Suoni, Colori d'Isole d'Altomare: questo è O'scià. Ma O'scià non è solo un acronimo: è una tipica espressione dialettale con cui gli abitanti di Lampedusa si salutano e che, letteralmente, significa "Fiato mio", "Mio respiro". Nell'intensità di questa espressione è racchiuso il senso di tutta la manifestazione, che originariamente, nell'ormai lontano 2003, voleva semplicemente essere una serata di musica volta a sensibilizzare l'opinione pubblica sul delicato problema dell'immigrazione clandestina. Il successo, l'affetto e l'impressionante affluenza di pubblico della prima edizione hanno poi spinto il suo organizzatore, Claudio Baglioni, a fare di una semplice idea quello che oggi è un evento annuale di portata straordinaria. Nel corso degli anni, infatti, Claudio Baglioni, con la magia della sua musica e delle sue parole, è riuscito a coinvolgere centinaia di artisti italiani e internazionali particolarmente sensibili a questa tematica, trasformando O'scià in una kermesse completamente gratuita che in tre giorni riunisce note, musica e parole, totalmente dedicate al confronto tra culture, alla solidarietà e ad una possibile convivenza interculturale.

La musica e l'arte, infatti, benché non siano in grado di dare risposte certe a cose probabilmente troppo grandi e complesse, possono arrivare laddove non possono le semplici parole: possono sottolineare il valore della diversità, l'importanza di un dialogo aperto e rispettoso, di uno scambio reciproco che accresce e allontana la diffidenza e la paura dell'altro. Per questo O'scià ha meritato l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Patrocinio di Senato e Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero della Giustizia, Ministero delle Politiche Giovanili, Ministero Politiche Europee, Ministero dell'Ambiente, Comune di Lampedusa e Linosa e della Regione Siciliana. Ha, inoltre, ricevuto la Benedizione di Sua Santità, Papa Benedetto XVI e ottenuto il sostegno di prestigiose organizzazioni internazionali come l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR), Amnesty International, Save the Children e W.I.C.S. (World Islamic Call Society).

Ancora una volta, allora, durante questa sua VIII edizione, il vento di O'scià ci porterà a Lampedusa e per 5 giorni, dal 28 settembre al 2 ottobre, soffierà più forte che mai con un unico auspicio: «che il vento che unisce il fiato e l'anima di questi artisti riesca a volare sempre più in alto e a raggiungere e "corrompere" le coscienze, non solo geograficamente ma anche culturalmente, più lontane».

Fonte: http://www.fondazioneoscia.org/index.php

Emanuela Annita Scuderi