La Tosca di Puccini all’Anfiteatro Comunale
La rassegna Etna in Scena, quest'anno, ha onorato il proprio pubblico ospitando, mercoledì 29 luglio presso l'Anfiteatro Comunale di Zafferana, la "Tosca", l'opera più drammatica di Puccini (tre atti su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica) registrando una grande affluenza di pubblico proveniente da molte località del comprensorio etneo.Parecchie le carenze: il soprano Natalia Margarit (Tosca) non è riuscita ad estendere al massimo gli acuti per via di un'influenza che l'ha costretta a tossire di continuo, recitando con un fazzolettino in mano; il tenore Paolo Bartolucci (Mario) ha peccato nell'interpretazione risultando poco convincente, soprattutto nei momenti di massima drammaticità; il basso Giuseppe Fieno (nei panni di Angelotti) fin troppo basso, tanto da rendere impossibile anche agli spettatori delle prime file la comprensione del testo; ancora, il coro palesemente scoordinato alla fine del primo atto e troppo invadente all'inizio del secondo, quando si sarebbe dovuto appena sentire in sottofondo da fuori campo, ha coperto le voci del tenore e del baritono (Carmine Monaco) durante il momento d'apogeo sul palco. Il tutto è servito a banalizzare un capolavoro che ha fatto il giro del mondo e che ha dei contenuti profondi quali la fede, la fedeltà, il nazionalismo e i vari aspetti del più nobile dei sentimenti: l'amore. Apparentemente un'opera dal tradizionale schema del melodramma ottocentesco che vede al centro della vicenda un triangolo amoroso, ma con un'essenza ricca di mille sfaccettature in questa sede difficilmente individuabili.
Si può azzardare nel dire, forse, che lo spettacolo, celebrato mercoledì scorso, ha seguito un po' le orme della sua prima rappresentazione a Roma nel 1900, quando, inizialmente, non fu compresa e non riscosse, quindi, il dovuto successo, anche se in questo caso le motivazioni della mancata "standing ovation" sono giunte da altri fattori. Un plauso va sicuramente al Direttore dell'orchestra del Teatro Lirico Europeo, Silvano Frontalini, che ha diretto con grande maestria i suoi musici, capaci con le loro note di far scaldare, sugli spalti, la gente infreddolita da un insolito vento gelido.
Pasqualina Scuto
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“E lucevan le stelle…” sopra il cielo di Zafferana













