Da un’analisi nemmeno troppo accurata delle dichiarazioni della ragazza è intuibile un meccanismo di tipo sia sociale che psicologico che pone le sue basi nel potere dei mass media a cui ho accennato all’inizio. La società, tramite i mezzi di comunicazione, imporrebbe alla giovani menti degli adolescenti dei modelli di vita ben precisi, delle immagini a cui adeguarsi. Questo bisogno impellenti di allinearsi a uno stereotipo è dimostrato dalla giustificazione che dà la ragazza del proprio comportamento: «Vedi magari le tue compagne di classe che vengono a scuola sempre con la borsetta abbinata […]perché magari loro sono più fortunate […] e dici: perché io non posso?», raggiungendo le vette del parossismo quando ammette di prostituirsi per comprarsi un i-phone perché “oggi tutti ce l’hanno”. La ragazza specifica poi la propria situazione economica, non florida ma nemmeno disagiata, che non le permette un tenore di vita lussuoso. La pervasività dei modelli che i mass media, e in particolare la televisione, impongono rivela la sua efficacia anche in presenza di un attitudine all’autocoscienza e al ragionamento. La ragazza infatti è ben consapevole di quello che fa, della indecenza di quello che fa, e dei suoi risvolti morali («Io so benissimo che quello che faccio non è giusto»), dichiarandosi non felice della sua condizione attuale ma sentendosi costretta a conquistare a tutti i costi uno status paragonabile a quello di chi le sta intorno. La ragazza rivela anche una certa capacità di discernimento, quando (in risposta all’esplicita domanda dell’intervistatore) dice «la felicità è andare a letto col sorriso e svegliarsi tranquilli». Questo passaggio dimostra che dietro al suo comportamento non si cela una frivolezza, in quanto il “ninnolo” in sé non è fautore di felicità ma semplicemente un mezzo per arrivare a cancellare il senso tragico e opprimente dell’inferiorità. Alla base della sua scelta, certo scellerata, di prostituirsi si pone un ragionamento lucido che pone sui piatti della bilancia da una parte il modello imposto dall’esterno, dalla cui affiliazione deriva la realizzazione personale, e dall’altre lo strumento per raggiungerlo. L’accettazione della prostituzione in quanto mezzo è determinata dal peso eccessivo del modello, determinato dalla forza pervasiva dei mezzi di comunicazione che travalica ogni norma morale, senso della dignità, capacità di discernimento.
Ci sono inoltre altre concause e fattori che potrebbero favorire l’insorgere di casi come questo. In primis una debolezza intrinseca dello stato adolescenziale, diciamo di natura fisiologica. Non sono però da tralasciare anche i fattori economici, visto che la ragazza nell’intervista torna spesso sul punto secondo il quale la mancanza di denaro, unita alla volontà di non pesare eccessivamente sulle spalle della famiglia, la spingerebbe a cercare la sicurezza economica con mezzi “inappropriati”; e i fattori personali (la ragazza accenna solo alla madre, sottintendendo un padre poco attento o del tutto assente).
E’ però riduttivo e superficiale ricercare nel comportamento individuale la ragione di questa squallida vicenda. Da parte della ragazza è sicuramente ravvisabile un “deficit” sul versante morale, ma di contro mi sento di ricondurre l’origine del problema a un’endemica mancanza di scrupoli dei mezzi di comunicazione che, spesso consapevolmente, impongono modelli di vita caratterizzati da una inclinazione al consumismo eccezionale: lo stereotipo di riferimento della ragazza è infatti concretizzato dalla compagna con la borsa perfetta, con l’i-phone eccetera. Se la società non calcasse la mano nel mettere al primo posto la logica del guadagno piuttosto che l’etica, sicuramente queste vicende non avrebbero modo di nascere. Se la società, infine, proponesse al mondo giovanile, e soprattutto al settore femminile, sbocchi di realizzazione non riassumibili in una immagine estetica, ma in possibilità concrete nel vivere sociale, questa ragazza non avrebbe sentito il bisogno di prostituirsi per aderire ad uno stereotipo.
Giuseppe Briganti
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La prostituzione nel mondo giovanile













