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Terremoto al Centro e al Sud due pesi due misure

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Giorno 6 Aprile 2009 la terra ha tremato e ha messo in ginocchio l’intera città de L’aquila e vari comuni nei dintorni.

Si è subito attivata la Protezione civile e il governo per cercare di mettere a disposizione tutte le possibili soluzioni come il piano C.A.S.A. ovvero la fornitura di case a norma sismica con tutti i comfort. Ma il problema sta proprio in questo piano, proprio perché intanto le case sono distribuite in giro per la regione Abruzzo con le famiglie lontane l’una dalle altre. Si utilizza questa tecnica per evitare critiche da parte degli aquilani.

Per non parlare delle televisioni, della stampa e in generale dei mass media, che hanno addirittura concentrato i loro palinsesti su questo disastro.

Andiamo avanti oggi nel 2010 la situazione non è migliorata affatto anzi forse è peggiorata, ma si continua a comunicare il contrario. Ad essere sinceri basta fare delle ricerche su "youtube" per poter visionare dei  video fatti proprio dagli aquilani stessi per notare che le cose non sono proprio come vengono invece sbandierate ai quattro venti dai media. Tuttavia al contrario dell’ Aquila i mass media e il governo e la sua maggioranza si sono interessati molto meno degli avvenimenti gravi che sono avvenuti in Sicilia.

Dopo mesi e mesi ci ritroviamo in una situazione paradossale. Il 1 Ottobre del 2009 una forte e intensa pioggia ha causato una frana in un paese nel messinese, Giampilieri(ME).

Innanzitutto c’è da dire che non si è vista la stessa urgenza nell'attivare un piano dei soccorsi come ben fatto nel capoluogo abruzzese.

Forse si considera il popolo siciliano come abitante di serie B? Eppure la Sicilia è la regione che dà più voti. Forse è proprio questo l’errore. Cittadini illusi che tanto hanno sentito promettere e non mantienere.

La maggior parte degli abitanti colpiti da questa alluvione, o meglio frana, risiedono tutt’ora negli alberghi e non hanno idea di quando potranno tornare nelle loro abitazioni. Ma c’è anche un’altra situazione da evidenziare, anche gli altri aquilani che non sono rientrati nel piano C.A.S.E. sono negli alberghi.

Infine proprio per le forti pioggie di questi giorni in provincia di Messina c’è il rischio che il comune di San Fratello situato tra i Nebrodi possa scomparire a causa di una frana.  Il rischio è altissimo e dopo 3 mesi dai fatti di Giampilieri non è stato fatto molto di concreto.

La situazione idrogeologica in sicilia è davvero allarmante e crediamo di poter affermare che non si sta facendo il necessario per preservare sooprattutto quelle zone maggiormente in difficoltà, d’altro canto, invece, si continua forse troppo a parlare del ponte sullo stretto.

Si spera che col passare dei giorni si attivi lo stato di calamità naturale con la possibilità di provvedere ad aiuti concreti.

Ma una domanda sorge spontanea: I cittadini siciliani, e in particolare del comune di Giampilieri e adesso anche di San Fratello, sono di serie minore rispetto ai cittadini abruzzesi?

Fabio Mazzarella