A caccia di un lavoro?
E allora tanti auguri ed occhi ben aperti. Eh si, perché al giorno d’oggi potrebbe probabilmente succedervi di incappare nei raggiri di sedicenti datori di lavoro, che promettono guadagni facili ed astronomici, per poi scoprire ben presto che in realtà non si tratta altro che di vere e proprie truffe, da fare e da ricevere. Il trucco è sempre lo stesso. Girare per le vie della città, vestiti come si dovesse prender parte ad una serata di gala (perché fa più “professional”), con un blocchetto di contratti in mano da far firmare alla povera gente, possibilmente non troppo scolarizzata, e che quindi non leggerà o capirà mai le clausole scritte in basso e piccole come una formica nell’età dello sviluppo. Non importa che vendiate telefoni che fanno la lista della spesa, aspira polveri che fanno anche il caffè o prodotti naturali in grado di trasformare un gorilla in cigno. L’importante è confondere più che si può il cliente, assicurando la validità del prodotto con i metodi più strani.Il fatto poi di dover pagare questi prodotti ad un prezzo che vale più di quattro stipendi medi, è anch’esso di poco conto. Non occorre neanche dirlo, perché tanto la rata sarà dopo un mese. Dopo un mese dall’acquisto, chi non si ritrova in casa 5.000 euro in contanti? Oltretutto la legge è dalla parte del cittadino, che con la “ Ius poenitendi” gode del diritto di recesso. Diritto che il più delle volte non eserciterà mai, poiché la spesa da sostenere per intraprendere una causa giuridica sarà molto spesso maggiore dell’acquisto di un aspirapolvere. Il gioco quindi non vale la candela, e le truffe possono dilagare indisturbate.
Ma il triste destino, non appartiene solo a quei poveri disgraziati che firmano inconsapevolmente la loro condanna a pagare, ma anche a chi queste condanne, fa da tramite per infliggerle. Spesso sono infatti comuni ragazzi, alla ricerca disperata di un primo lavoro che non arriva mai. Perché al giorno d’oggi bisogna uscir fuori dal grembo materno con almeno già un diploma, un master e possibilmente ¾ anni di esperienza in un ruolo analogo a quello ricercato. O meglio ancora, bisogna nascere raccomandati. Altrimenti non servi.
Ed è a questo punto che entra in gioco il datore di lavoro che non richiede alcuna esperienza, ma solo voglia di “lavorare per obiettivi”. L’offerta sembra allettante, e in fondo con o senza obiettivi, la volontà di guadagnare per sopravvivere ce l’hanno tutti. Così, presi dalla voglia di fare ed invogliati da false promesse di guadagno, il giro delle truffe ha inizio per tutti. Solo chi riesce ad appioppare più fregature, forse ne trarrà qualche profitto. Anche se il più delle volte, si finisce col rendersi conto ben presto, che se non si vuole finire con l’esser presi a secchiate d’acqua dai balconi o da ombrellate dalle vecchiette, è meglio lasciar perdere tutto e tentar fortuna altrove. Senza possibilmente mettere nei guai i comuni cittadini che con la crisi che c’è, il diavolo per capello non hanno bisogno di cercarselo. Attenzione quindi ai contratti che si firmano, sia che siano essi di lavoro o di offerte “apparentemente”imperdibili!
Roberta Tomaselli
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Truffati e truffatori. Un business in crescita













