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Catastrofi naturali

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Sempre più spesso la cronaca registra eventi catastrofici. Piccole città, e non solo,  distrutte; intere  collettività costrette ad abbandonare case, lavoro, affetti.                                                       

Il più delle volte questi eventi sono descritti come  Catastrofi Naturali.

 Ma  c'è  poco di naturale in queste catastrofi: è vero  terremoti,  alluvioni,  valanghe,  sono tutti eventi di origine  naturale. Ma le morti, le distruzioni che ne derivano,  naturali non sono. Sono frutto dell'opera dell'uomo che modifica, altera, violenta l'  ambiente.  Eventi naturali spesso prevedibili e di per sé non così pericolosi, diventano catastrofi per l' amplificazione degli effetti su un ambiente modificato. Un banalissimo esempio. Una eruzione vulcanica può essere un evento spettacolarmente affascinante, terrificante se vogliamo, ma non pericoloso per l' incolumità delle popolazioni vicine. Se però  intere città nascono e si sviluppano alle pendici di un vulcano, senza una distanza di sicurezza dal cratere e senza uno sviluppo di strade e vie di accesso adeguato,  l' eruzione può diventare catastrofica.

 I terremoti, che sono i più temuti degli eventi, non hanno a parità di intensità, gli stessi effetti in aree geografiche diverse. Senza nominare il sempre citato Giappone, basta ricordare il recente terremoto in Abruzzo. La casa dello studente crollata con tanti, troppi, giovani morti,  la cui  costruzione,  è ormai dimostrato, non era adeguata alle normative sulla sicurezza abitativa.

 E' vero che non ci si può mettere completamente al riparo da ogni tipo di evento. Ma non si può per anni lasciare costruire case, scuole, alberghi e quant' altro, in terreni geologicamente non adatti, in colline a rischio frana, per  poi dire che i morti sono frutto dell' abusivismo selvaggio. L' abusivismo in quanto tale va, impedito e punito. Non è  tollerabile che la gente muoia dentro case che non solo non dovrebbero essere abitate, ma neanche costruite.

 La recente alluvione di Messina, è il paradigma del nostro discorso: colpevole il cittadino che  costruisce dove non dovrebbe, ma quanto più colpevole  una ipocrita classe politica  che prima non lo impedisce, e poi, a catastrofe avvenuta, usa l' alibi degli abusi edilizi che  ha  permesso. In mezzo un  naturale temporale particolarmente abbondante.

Le valanghe provocate dalle escursioni fuori pista di sciatori imprudenti, occupano le cronache di questi giorni. Ma è lecito chiedersi: è mai possibile che non si possa impedire ad uno sciatore imprudente di mettere a repentaglio l' incolumità di tanta gente? Che la vita, la salute, di persone incolpevoli sia messa a rischio impunemente, senza interventi di prevenzione , senza divieti di sorta?

La sicurezza, la vita, l' incolumità della gente deve essere la priorità di una nazione civile. Per raggiungere questo obiettivo non sono necessarie né leggi speciali, né regolamenti eccezionali. Bastano le leggi già esistenti ed una crescita culturale di rispetto per il pianeta che ci ospita, che non ci appartiene, e che abbiamo l' obbligo di preservare.

Giuseppe Rubino