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L' Equo Compenso escluso dal nuovo decreto "CrescItalia".

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Il governo non introduce l'Equo Compenso all'interno il nuovo decreto "CrescItalia".

Il 13 agosto dello scorso anno è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 188, il decreto legislativo 138, che al suo interno prevedeva l'introduzione dell'Equo Compenso. Ma in che cosa consiste?


La figura del neo laureato, e praticante, si trasforma in una sorta di collaboratore che affianca il dominus nella sua attività professionale, e a cui è obbligatorio corrispondere un "equo compenso di natura indennitaria, commisurato al suo concreto apporto".

 

Le nuove manovre parlamentari hanno messo probabilmente fine alle speranze di tutti coloro che ad oggi, prestano il proprio lavoro in maniera gratuita presso i vari Studi Legali: all'interno la versione definitiva del nuovo decreto "CrescItalia" infatti, la norma non è stata inserita.

Diverse sono state le reazioni tra gli addetti e non dell'attività forense, tra cui anche gli studenti di Catania.
«Come studenti di giurisprudenza vogliamo ribadire ancora una volta - afferma Fabrizio Papa, rappresentante degli studenti della Facoltà di Giurisprudenza - che è giunto il momento di porre fine allo sfruttamento sistematico dei praticanti avvocati, che, specie al sud Italia e in Sicilia, non ricevono dagli studi legali dove operano, alcun compenso economico».

I responsabili del Coordinamento di Giurisprudenza dell'Associazione Archè lanciano, un appello alla deputazione catanese e siciliana affinchè si batta per l'introduzione dell'Equo Compenso per i praticanti avvocati.

«Quello all'equo compenso - sostengono Martina Batticciotto e Andrea Pagano, responsabili dell'Associazione Archè - è un diritto che deve essere riconosciuto ai praticanti avvocati. E' mortificante per giovani di 25 anni, spesso brillanti, "lavorare" a tempo pieno, confrontandosi spesso con le inefficienze della burocrazia, senza guadagnare nulla, continuando così a gravare sulle spalle delle famiglie».

«Per questo motivo - concludono Serena Corioli e Giacomo Barbagallo - chiediamo ai Deputati Catanesi e Siciliani di fare propria la battaglia per l'introduzione dell'equo compenso per i tirocinanti, al fine di ottenere la modifica da parte del Parlamento del decreto "CresciItalia" e di garantire a migliaia di giovani che si affacciano al mondo della professione tale diritto».

Fonte foto:www.caffeblog.it

http://www.caffeblog.it/2010/12/14/tracce-esame-avvocato-2010-2011-parere-di-civile/

Manuela Scuderi