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Kodak: gli scatti di un fallimento

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"Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto" è lo slogan con il quale il fondatore della Kodak - George Eastman - presentò nel 1888 la prima fotocamera, scatola magica che poteva immagazzinare concretamente i ricordi fino a quel momento fotografati solo dall'occhio umano.

La multinazionale statunitense Eastman Kodak Company di Rochester (New York), pioniera nella produzione di pellicole fotografiche, da tempo soffriva di problemi finanziari che, negli ultimi tempi, l'hanno spinta a far richiesta di fallimento.

Il 19 gennaio c.a. i legali dell'azienda, rivolgendosi alla Corte Fallimentare degli Stati Uniti di New York, hanno fatto ricorso al "Chapter 11", cioè alla parte di legge fallimentare americana che permette alle aziende in difficoltà finanziarie di avviare una ristrutturazione delle stesse attuando un'amministrazione controllata.

Il declino di Kodak iniziato già negli anni '80, costrinse l'azienda a diversificare la produzione introducendo sistemi per le diagnosi mediche e successivamente impegnandosi nella creazione di nuovi apparecchi come fotocamere digitali e stampanti per uso domestico.

La valida concorrenza sul mercato di altri grandi marchi della fotografia decretò, di fatto, l'insuccesso della Kodak nell'imporsi come leader nell'era delle compatte digitali.

Dal 2005 l'azienda ha chiuso tutti i suoi anni fiscali in rosso tranne uno e ha ridotto drasticamente il numero dei dipendenti. In 15 anni il suo valore di mercato è sceso da 31 miliardi di dollari a 15 milioni.

Lo scenario attuale è rivolto alla ristrutturazione finanziata con un prestito da 950 milioni di dollari in 18 mesi concesso dalla banca americana Citigroup e la vendita di 1.100 brevetti, ultime risorse in possesso della Kodak per cercare di accumulare nuovi fondi per risollevarsi dalla crisi.

Strano pensare che proprio la Kodak, travolta dall'era tecnologica, fu la prima azienda a realizzare la fotocamera digitale già negli anni '70, non riuscendo però a sfruttarne le potenzialità a causa delle dimensioni e della scarsa maneggevolezza. Abbandonato il progetto lasciò il campo libero ad altri che riuscirono presto ad imporsi sul mercato, ritagliando alla multinazionale newyorkese una fetta sempre decrescente.

La Kodak ha probabilmente fatto più di tutte la storia della fotografia, tappezzando gli album fotografici di tutto il mondo di ricordi rubati all'inesorabile scorrere del tempo che, comunque vada, porteranno per sempre sul retro la sua firma.

Ricordi che hanno cambiato la storia dell'uomo come quelli immortalati dalle prime immagini della Luna scattate dall'astronauta Neil Armstrong nel 1969 e realizzate proprio con una macchina fotografica Kodak.

Fonte notizia:

http://www.ilpost.it/2012/01/19/kodak-ha-fatto-richiesta-di-fallimento/,

http://www.iljournal.it/2012/la-storia-del-fallimento-kodak/299253, wikipedia

Foto del redattore

Maria Grazia Pappalardo