Scoperta a San Remo una casa di riposo in cui l'inaudita violenza verso anziani non autosufficienti e disabili mette in luce un'elevata emarginazione verso chi non è in grado di difendersi.
Gli abusi sono stati documentati di nascosto per tre mesi con filmati e fotografie, attraverso il lavoro encomiabile della Guardia di Finanza e dei Nas.
Nell'indagine della magistratura sanremese ci sarebbero anche due morti "sospette", avvenute nel 2005-2006. Il tutto nell'inerzia complice dei dirigenti. E' l'ennesimo caso riscontrato in Italia, caso che non rimarrà isolato se non si porrà un freno, tramite l'intervento delle istituzioni governative e dei media, ad un fenomeno sempre più in espansione.
Michele Mangano, presidente nazionale Auser, Associazione di Volontariato impegnata a tutelare l'anziano, sottolinea:
«Ci auguriamo che con questa azione si possa finalmente fare luce e chiarezza su una realtà, quella delle Case di riposo "lager" che certo non fa onore ad un paese civile ma che purtroppo non riesce a dare seguito alla reazione indignata delle istituzioni e della politica. Una realtà diffusa più di quanto si possa immaginare, ma sommersa. Gli anziani ospiti nelle case di riposo non sono cittadini di serie B, ed hanno il diritto ad essere tutelati e curati al meglio».
Non si sono fatte attendere le reazioni del responsabile della casa di riposo che afferma la sua assoluta estraneità ai fatti contestati.
Il problema delle lunghe liste d'attesa, della solitudine e disperazione provata fra le mura di un ospizio sono fortemente radicate in Italia e sono destinate a crescere.
Da un'indagine promossa dallo Spi Cgil e dalla Fp Cgil, che ha monitorato in totale 646 strutture per anziani distribuite su tutta la nazione, si calcolano tra i 30 ai 45 giorni i tempi di attesa per entrare nelle residenze rivolte ad anziani autonomi, mentre tra i 90 e gli 80 giorni i tempi di attesa per poter entrare in case di riposo per i disabili o parzialmente disabili.
Un dato particolarmente significativo è che, l'80% degli anziani che vivono presso strutture residenziali, ha diverse fragilità. Il 63% è del tutto non autosufficiente, mentre il 17% lo è solo parzialmente.
Nel 70% dei casi avviene il trasferimento dell'anziano da strutture residenziali per autosufficienti a quelle per non autosufficienti a causa del peggioramento delle condizioni di salute.
Ma solo il 50% delle strutture segnala alla Asl di competenza tale esigenza. Ma vi è un altro dato essenziale da sottolineare, non tutte le famiglie possono permettersi la retta mensile richiesta: nella maggioranza dei casi si tratta di costi difficilmente accessibili.
Il costo medio di permanenza in una struttura va dai 1.100 fino ai 1.400 euro al mese per quello di tipo socio-sanitario, mentre per i Centri diurni il costo varia dai 250 fino agli 800 euro al mese .
Ad oggi, inoltre, solo l'82% delle strutture residenziali è dotata della Carta dei Servizi, necessaria per monitorare i livelli di qualità dei servizi offerti ai cittadini. Carte che, in molti casi, non vengono neppure consegnate agli utenti e alle loro famiglie al momento del ricovero.
Fonte Notizia:www.vita.it
Fonte Foto:comunesanmartinobuonalbergo.it
http://www.comunesanmartinobuonalbergo.it/upload/17/casa%20di%20riposo.jpg
Lorena Motta
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Casa di riposo lager: problemi troppo spesso dimenticati













