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Naufragio Costa Concordia: una tragedia evitabile, un salvataggio incredibile

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Nella notte del 13 gennaio, poco dopo le 21, la più grande nave della Costa Crociere ha urtato gli scogli a poche centinaia di metri dal porto dell'Isola del Giglio: 11 morti e 22 dispersi il bilancio provvisorio delle vittime.

Una manovra azzardata, tanto incosciente quanto usuale. Quell'"inchino" accompagnato dai tre fischi della nave che, molte altre volte, aveva salutato l'Isola e i suoi abitanti. Una brutta e stupida "tradizione marinara" che non conosceva imprecisioni e margini di errore e che doveva farsi in appena 96 metri dalla riva e 8 metri di profondità. Ma stavolta l'errore c'è stato e oggi, a causa di quella stessa manovra, si contano le vittime: 11 i morti, 22 i dispersi - per il momento - e decine e decine i feriti. Questo il bilancio provvisorio; questa la responsabilità che pesa come un macigno sulle spalle del comandante della Costa Concordia, Francesco Schiettino.

 

La procura di Grosseto continua ad indagare per accertare se ci siano anche altre responsabilità oltre a quelle del comandante. E mentre Schiettino è stato arrestato con l'accusa di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave, anche un altro ufficiale è indagato: il primo ufficiale in plancia Ciro Ambrosio, denunciato in stato di libertà. Il gip Valeria Montesarchio, tuttavia, non ha convalidato il fermo in carcere e ha disposto, per Schiettino, gli arresti domiciliari, non riscontrando il pericolo di fuga, reiterazione di reato e di inquinamento delle prove, molte delle quali testmoniali.

Durante l'udienza col gip, durata quasi quattro ore, Schiettino ha dato la sua ricostruzione dei fatti sostenendo di aver fatto tutto quanto in suo potere per evitare una tragedia più grande. Tuttavia, dalle testimonianze telefoniche che, da oggi, impazzano sul web, tutto si deduce tranne la diligenza del comandante (qui la conversazione telefonica).

E le stesse conclusioni si traggono dalle prime testimonianze dell'equipaggio che, durante quelle ore di terrore e tragedia, è stato protagonista di quello che in gergo viene chiamato "ammutinamento": dalle prime ricostruzioni narrate dagli ufficiali sentiti come testi, emerge, infatti, che subito dopo l'impatto, quando era chiaro che la nave colava a picco, alcuni ufficiali avrebbero ripetutamente chiesto istruzioni al capitano Schettino sollecitandolo a lanciare il "mayday" e dando avvio all'evacuazione.

Il comandante avrebbe tergiversato, impegnato al telefono con la compagnia, e allora gli ufficiali avrebbero, di loro iniziativa, dato il via alle operazioni di evacuazione, iniziate intorno alle 22.45, cioè quasi un quarto d'ora prima della comunicazione dell'"abbandono nave" lanciata dal capitano stesso alla Capitaneria di porto alle 22.58.

Forse, solo forse, se Schettino avesse dato subito l'ordine di abbandonare la nave, avrebbe avuto almeno un'ora e mezzo di tempo a disposizione per l'evacuazione, e le cose potevano andare diversamente.

Ma queste sono solo ipotesi e la storia, si sa, non si fa né con i se né con i ma. Quello che è sicuro è che una tragedia simile ha delle conseguenze, soprattutto in termini di vittime ma non solo: le foto e i video del gigante del mare coricato su un fianco, continuano a fare il giro del mondo, a capeggiare sulle prime pagine di ogni giornale italiano ed estero, con commenti sprecati e forse non del tutto informati, e l'Italia, in tutto questo, non ci fa una gran bella figura.

Senza contare il danno per la compagnia (stimato tra 85-95 milioni di dollari) e quello che potrebbe derivare all'ambiente marino e faunistico (oltre che al turismo) dalle 2.200 tonnellate di olio combustibile e 200 di gasolio presenti sulla nave. Le operazioni di messa in sicurezza della nave sono già iniziate ma il tutto è reso ancora più difficile dalle previsioni meteo purtroppo non promettenti.

Una corsa contro il tempo, quindi, per tentare di porre rimedio alla mano stolta e azzardata dell'uomo. Il naufragio della Concordia, infatti, è forse una delle tragedie più inspiegabili e, soprattutto, evitabili degli ultimi tempi. Molti l'hanno paragonata alla tragedia del Titanic, sebbene il numero dei morti e dei dispersi, per fortuna, non può nemmeno paragonarsi. I meno "romantici" l'hanno metaforicamente affiancata all'Italia che affonda.

Una tragedia, sicuramente, ma che non deve essere definita tale a tutti i costi. Su quell'enorme gigante marino, infatti, erano presenti 4229 persone (3.216 passeggeri e 1.013 membri dell'equipaggio). È di 11 persone il bilancio dei morti; 22 quello dei dispersi di cui non si fermano le ricerche. Ma sebbene sia una tragedia immane, è giusto dire che probabilmente il bilancio sarebbe stato molto, molto più alto.

Non è la più grande tragedia degli ultimi tempi ma il più grande salvataggio degli ultimi tempi con 4196 persone salve, sebbene molto spaventate, grazie alle manovre di soccorso di uomini coraggiosi e valorosi: forze dell'ordine, vigili del fuoco, capitaneria di porto con in testa il comandante De Falco e, soprattutto, gli isolani dell'isola del Giglio e di Monte Argentario ai quali il Presidente del Consiglio, Mario Monti, vuole ora conferire la medaglia d'oro al valor civile, per il comportamento encomiabile e lodevole tenuto durante i soccorsi.

È questa l'Italia che dovrebbe andare alla ribalta delle cronache di tutto il mondo, non quella del capitano Schiettino, dei suoi errori e della sua superficialità, né quella dei possibili errori dell'equipaggio o della compagnia Costa. Perché, nel bene o nel male, 4196 persone, oggi, sono salve: spaventate, attonite, forse arrabbiate per alcune cose che potevano essere gestite diversamente nonostante la paura, ma comunque salve e tra le braccia dei propri cari.

Fonti: http://www.repubblica.it/cronaca/2012  -  http://www.meteoweb.eu - http://it.wikipedia.org/wiki/Naufragio_della_Costa_Concordia

Fonte foto: www.qnm.it
http://www.qnm.it/attualita/naufragio-costa-concordia-rischio-disastro-ambientale-foto-post-60001.html

Emanuela Annita Scuderi