Parte dall'evento "Mai più Omsa", creato su Facebook, la protesta contro il licenziamento delle 239 lavoratrici dello stabilimento di Faenza.
Il 2011 si è concluso bruscamente per 239 lavoratrici Omsa, che, alla vigilia di Capodanno, si sono viste recapitare un fax in cui veniva comunicato il loro licenziamento, effettivo da marzo 2012, dopo un periodo di cassa integrazione dovuto al trasferimento dello stabilimento di Faenza in Serbia.
La causa non è dovuta di certo alla crisi odierna, dato che la Omsa, che ricordiamo fa capo ad altri marchi come Philippe Matignon , Sisi, Omsa, Golden Lady, Hue, Saltallegro, e Serenella, continua a produrre e a vendere, occupando una grossa parte nel mercato delle calze.
La notizia ha avuto una forte ridondanza nel web, soprattutto all'interno dei social network: su Facebook ad esempio, è stato creato, dall'utente Massimo Malerba, l'evento "Mai più Omsa", nato con l'intendo di convincere la proprietà a non chiudere lo stabilimento, andando così a compromettere ulteriormente la situazione economica di numerose famiglie.
"Non acquistare prodotti Omsa e Golden Lady e invitare amici e parenti a fare altrettanto", si legge all'interno del post: boicottare l'acquisto dei prodotti, in modo da non agevolare più un'azienda, con marchio prettamente italiano, che licenzia le sue lavoratrici, in favore di una manodopera estera "più economica". L'evento, che si concluderà alle 22:00 del 31 gennaio, conta oggi quasi 80.000 partecipanti, la cui crescita sembra inarrestabile.
Nel frattempo impazzano i commenti: c'è chi scrive, «D'accordissimo, non ci sono solo le omsa», chi aggiunge «Non metto collant da anni... ma non approvo certe manovre!!!», e chi giustamente fa notare «Considerato che un'altissima percentuale delle cose di marchio italiano che utilizziamo quotidianamente non è made in Italy, dovremmo andare in giro nudi e dovremmo avere la casa semivuota».
La Omsa, le cui pagine web sono state prese di mira dall'indignazione di numerosi utenti, ha così replicato, postando sul blog del Popolo Viola, questo commento: «Abbiamo preso in considerazione il vostro punto di vista e abbiamo conversato con voi più volte riguardo a tali avvenimenti. Rimaniamo aperti alla discussione, ma per una serena convivenza di chi utilizza la nostra community per altri scopi i commenti off topic o con un linguaggio scorretto verranno moderati».
In passato si è già assistito a diversi tentativi di boicottaggio del marchio, ma se il numero virtuale dei partecipanti, corrisponderà effettivamente al numero di coloro che preferiranno acquistare realmente altre marche di calze, allora forse si che "la Omsa (ma anche le altre aziende) avranno di che riflettere".
Foto del redattore
Manuela Scuderi
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"Mai più Omsa": contro il liceziamento, il boicottaggio.













