"Quanto tempo ho trascorso sui treni! E a fare cosa, poi?" si chiede lo scrittore Valerio Magrelli tra le pagine del suo libro.
Quanto tempo hanno trascorso sui treni nonni, padri, figli meridionali per raggiungere le città del Nord Italia. Siciliani, calabresi, campani attraversavano per giorni l'intero stivale.
Lunghi viaggi in compagnia di pochi vestiti ma di tanta voglia di farcela, di migliorare la propria vita, condizione sociale e quella dei propri familiari.
Dal prossimo 11 dicembre, i viaggi della speranza, quelli alla ricerca di un lavoro e di un'esistenza migliore, saranno solo un ricordo. Diventeranno l'immagine sfocata di una delle tante facce dell'Italia degli anni Cinquanta.Tra poche settimane, infatti, Trenitalia manderà in pensione i servizi con cuccette che negli ultimi decenni hanno collegato le città più importanti del Meridione con quelle settentrionali.
A farne le spese, saranno soprattutto i collegamenti diretti di Palermo e Siracusa con le metropoli del Nord Italia.
Con l'inizio del nuovo orario invernale, i viaggiatori di Lombardia e Piemonte da una parte e quelli di Sicilia e Calabria dall'altra, per visitare gli estremi della nostra penisola, dovranno - prima arrivare a Roma - e poi da lì, con un altro treno più veloce e magari più costoso, potranno raggiungere la loro destinazione. Niente più partenze di notte verso le località di neve e le capitali europee per i viaggiatori notturni e per loro auto. Sospeso il servizio Bolzano-Roma, interrotto per motivi tecnici anche quello Roma-Parigi.
Malumori e disagi non arrivano, però, solo dai viaggiatori.
I tagli effettuati da Ferrovie dello Stato hanno scatenato le proteste di centinaia di dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro. Forti critiche sono arrivate anche dai sindacalisti e dalle associazioni dei pendolari. Sotto accusa la politica industriale di Trenitalia che sembrerebbe privilegiare l'immagine di azienda privata piuttosto che di servizio pubblico.
La società di trasporto italiana si difende parlando di "scelta obbligata".
Gli utenti che usufruiscono di questi servizi si sarebbero ridotti di oltre il 25% negli ultimi tre anni.
Un crollo di richieste accentuato dalla spietata concorrenza dei voli low cost.
Chissà cosa ne penserebbe Anna Karenina che all'interno dei treni ha tessuto le trame della sua esistenza, o il giovane Gian Burrasca che sui vagoni ha fatto avventurosi viaggi.
Anche loro si farebbero trascinare dall'evidenza di numeri e cifre?
A quanto pare tra numeri e cifre non c'è spazio per la nostalgia e i pensieri romantici.
E cosi, i viaggi della speranza dei nostri nonni diventeranno presto solo un ricordo, l'immagine sfocata di una delle tante facce dell'Italia degli anni Cinquanta.
Foto del redattore
Cosima Ticali
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Addio ai treni notturni dalla Sicilia al Nord Italia













