I ghigni Francesi ed Alemanni mettono in ridicolo il "Bel Paese".
L'Italia, uno dei Paesi fondatori dell'Unione Europea, sembra scomparire dietro la nube nera di una crisi che, sempre più cavalcante, la debilita spietatamente, prostrandola in ginocchio.
Fanalino di coda dei "grandi" dell'Eurozona, l'Italia non convince il resto dell'Ue ed ancor meno la BCE che, perplessa, dovrebbe somministrare una consistente dose di aiuti economici per risollevarla dalla recessione sempre più prossima ed intanto, viene risucchiata dalla burrascosa scia della Grecia, cercando di emergere a testa alta palesando sicurezza e convincimento agli occhi di tutti.
Le misure contro il debito pubblico e la ricerca di innovativi interventi per lo sviluppo del paese devono mostrarsi molto forti e convincenti per restituire fiducia all'Italia.
Ma il decreto sviluppo che in tanti si aspetta, è pronto?
Quali tasti verranno suonati affinché il "Bel Paese" possa finalmente ripartire?
Mentre il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, cerca di difendere la sua maggioranza, sfilacciata da continue incomprensioni interne, il decreto tanto atteso rallenta o ancor peggio si ferma nei suoi lavori.
Ma domani la commissione dell'Ue è pronta a valutare gli interventi del Governo Italiano e le ore, quindi, sono contate.
Innovazione, progetti lavorativi per i giovani, sfruttamento delle risorse, saranno queste le voci che daranno seguito al rilancio del Paese?
Restiamo in attesa di una risposta, nella speranza che l'Ue non bocci le iniziative del Governo Italiano.
Fonte Foto: La redazione
La redazione
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Spalle al muro per l'Italia. L'Ue reclama decreto sviluppo













