Il caso della piccola Viola, il cui vero nome non può essere svelato per la privacy della minore, sta interessando da giorni l'opinione pubblica per le sue vicissitudini e, di concerto, per le molteplici considerazioni sull'episodio.
Quindici mesi fa, Viola venne prelevata dai Carabinieri dalla casa dei suoi genitori ed affidata ad un'altra famiglia quando non aveva ancora compiuto un mese di vita.
Nel frattempo, il Tribunale dei Minori di Torino emette sentenza definitiva allontanando la piccola Viola dai genitori naturali, Luigi Deambrosis di 70 anni e Gabriella di 58, perché la loro età è troppo avanzata per crescerla.
«Il dolore per la separazione dalla nostra Viola è immenso. Sino a qualche mese fa, la incontravamo di frequente in luoghi neutrali, mai in casa della famiglia affidataria; da un po' di tempo a questa parte, la vediamo sempre più raramente», si sfoga così, ai microfoni di Oggimedia, il padre della piccola che replica con rammarico:
«Viola inizia a parlare e ci riconosce come i veri genitori chiamandoci mamma e papà; è come se avessimo subìto un furto. Io e mia moglie viviamo questa situazione con angoscia e sofferenza». Infine, il Sig. Luigi conclude:
«Consapevoli della nostra età, abbiamo creato una "rete di protezione" per la nostra bambina; amici, parenti e, in particolare, i nostri giovani nipoti accolgono con amore la nostra Viola senza dimenticare che i genitori siamo noi. Faremo l'impossibile per riavere la bambina».
È la voce di un padre disperato che, seppur di 70 anni, ha sfidato insieme alla moglie molteplici tentativi di fecondazione eterologa in Italia e all'estero per coronare il desiderio di avere un figlio.
Oltre ai coniugi Deambrosis, ogni anno si recano in svariati paesi d'oltralpe poco più di 2.500 coppie per effettuare la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) perché la legge italiana, nella fattispecie, la Legge 40/2004, impone regole molto severe sulla fecondazione di coppie che non possono procreare naturalmente. Benché basata su articoli particolarmente restrittivi, numerose incongruenze sollevano alcuni allarmanti quesiti.
In particolare, relativamente al limite di età per la procreazione, ogni Regione segue stranamente delle direttive autonome pertanto, se una coppia del Veneto può tentare la PMA sino all'età di 50 anni, perché un'altra del Trentino può provarla sino a 40?
Ed ancora vien da chiedersi.
Perchè una famosa cantante italiana, all'epoca dei fatti 55 enne, ha potuto partorire e crescere tranquillamente la sua bambina e ad una donna comune, come la sig.ra Gabriella di 58 anni, viene privata questa meravigliosa facoltà?
Uniformare tutto il paese con delle regole ben precise sulla PMA sarebbe cosa opportuna nella misura in cui non si vengano a creare delle disarmanti ingiustizie che vedano crescere tante Viola su tutto il territorio nazionale.
E se le regole della natura non sono mai per caso, chi può decidere a che età si può diventare mamma e papà!
Fonti
http://www.fondazioneserono.org/23?news_fertilita=1811
http://www.lettera43.it/benessere/26091/procreazione-assistita-tetto-dei-43-anni.htm
Fonte Foto: Archivio Redazione
La Redazione
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Neonata tolta ai genitori anziani mentre il limite di età per la PMA è diferente tra le regioni













