Se il voto espletato da ogni singolo cittadino, deve addurre solidità e sicurezza al paese, dall'altra deve dimostrarsi facile nella sua cognizione e perfettamente adeguato all'idoneo svolgimento delle politiche dei parlamentari.
Dal dopo guerra sino al 1993, gli italiani si avvalsero del sistema elettorale proporzionale, o di lista, in cui i seggi venivano assegnati in circoscrizioni elettorali plurinominali. Ogni partito disputava la sua corsa solitaria ai voti mentre le trattative, con le seguenti coalizioni, si formavano dal momento in cui si conoscevano i risultati delle votazioni. Il proporzionale, per quanto basato sulla democraticità, da una parte dava la possibilità di scegliere il proprio candidato preferito, dall'altra, limitava la volontà del popolo poiché consegnava carta bianca ai partiti, al fine di negoziare i presumibili patteggiamenti tra gli stessi.
Con la riforma elettorale, approvata dalle Camere nell'agosto del 1993, la Legge Mattarella permette agli italiani di votare attraverso un sistema misto tra uninominale e proporzionale: il 75% dei seggi veniva assegnato attraverso i collegi uninominali a turno unico mentre il rimanente 25% veniva eletto attraverso il proporzionale.
Con la legge Mattarellum, soprannominata così dal politologo Giovanni Sartori, il popolo diventa fondamentale protagonista delle elezioni perché conosce, ancor prima dell'espletamento del voto, le trattative tra i partiti e quindi la composizione del governo che più gli aggrada.
Ma il 21 dicembre del 2005, una nuova riforma elettorale, ratifica la Legge Calderoli, battezzata ancora una volta dal Prof. Giovanni Sartori con l'appellativo di Legge Porcellum. Con l'introduzione del principio misto di rappresentanza insieme ad un apparato che aggiudica il premio di maggioranza a chi acquisisce più voti, gli italiani possono indicare solamente le liste dei candidati senza quindi di fatto esprimere la propria preferenza.
I parlamentari verranno così scelti dalle selezioni interne disposte dagli stessi partiti.
Gli eclatanti difetti di questo nuovo sistema si avvertono sin da subito tanto che, immediatamente dopo le politiche del 2006, il suo insuccesso provoca instabilità e discontinuità all'interno delle politiche parlamentari.
Tutt'oggi, nessuno schieramento è riuscito a proporre un nuovo sistema elettorale adeguato al meglio alle esigenze dell'elettorato e di concerto alla politica del Paese.
Quali sono i motivi? Forse si mettono in gioco forti interessi?
Sicuramente, risulta un'impresa ardua quella di concertare un perfetto sistema elettorale.
Ma il popolo italiano, proprio in questi giorni, è invitato ad apporre la propria firma per raccogliere un minimo di 500.000 adesioni affinché si possa svolgere il Referendum per l'abrogazione della Legge 270/2005 ideata dal Ministro Calderoli.
Forse, il successo dei SI dei referendum dello scorso 12 giugno vuole scuotere ancora una volta le coscienze dei cittadini?
Si crede ancora sulla forza decisionale del popolo per cambiare davvero qualcosa nel Paese?
Fonte Foto: la Redazione
La Redazione
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Raccolta firme per il Referendum contro la Legge "Porcellum"













